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Ravello, la Rondinaia protagonista delle Giornate Fai di Primavera

Nuovo appuntamento con le giornate del Fai di primavera, sabato 25 e domenica 26 marzo.

In Costa d’Amalfi sarà visitabile, a contributo libero, la Villa “La Rondinaia” di Ravello, storica dimora edificata negli anni ’20 del Novecento nota per essere stata, a lungo, il “buen retiro” dello scrittore americano Gore Vidal.

Iniziative come le Giornate di Primavera consentono, grazie all’impegno dei volontari del Fondo Ambiente Italiano, la scoperta e la valorizzazione di monumenti storici che, solitamente, non sono accessibili e visitabili dal grande pubblico.

Molto vicina a Villa Cimbrone, La Rondinaia è parte integrante del patrimonio storico-artistico della città della musica: negli ultimi anni c’è stato un sempre crescente interesse nei confronti della villa, con numerose iniziative messe in campo per mantenerne intatto l’antico splendore.

Le visite saranno possibili sabato 25 Marzo, dalle 10 alle 13, e, nel pomeriggio, dalle 15,30 alle 19, con ultimo ingresso alle 18,30.

Sarà possibile, inoltre, accedere alla dimora storica appartenuta a lungo a Gore Vidal anche domenica 26 Marzo sempre negli stessi orari. Può essere consigliabile prenotare la visita sul portale web del Fai.

In caso di particolare affluenza, infatti, come ricordato sul sito web ufficiale del Fondo Ambiente Italiano, l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.

La villa

La Rondinaia, come si legge sul portale web del Fai che ne compie un’efficace descrizione, fu eretta nel 1927, per volere di Lucylle, Countess Szecheney, figlia del nobile inglese Ernest William Beckett (noto come Lord Grimthorpe) a cui si deve la costruzione di Villa Cimbrone.

La Rondinaia, infatti, ne condivide con quest’ultima il parco. Il progetto e la supervisione dei lavori furono affidati al ravellese Nicola Mansi, che aveva curato la costruzione di Villa Cimbrone, mentre l’esecuzione dei lavori fu affidata a Francesco Amato, anche lui ravellese.

Gore Vidal la acquistò nel 1972 dopo aver letto un annuncio su di un quotidiano locale: da allora la Villa divenne il suo buen retiro e luogo d’ispirazione per oltre trent’anni, nei quali soggiornò per lunghi periodi al suo interno.

Oltre agli interni della Villa, particolarmente degno di nota è anche il suo parco: un vero e proprio elogio alla bellezza in cui si esprime al meglio il rapporto tra uomo e natura.

Andrea Bignardi

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