Ravello: finisce in Procura il contenzioso tra Villa Cimbrone e Ausino

Finisce in Procura il contenzioso tra la storica struttura di villa Cimbrone e la società Ausino, gestore del servizio idrico, fognario e di depurazione del Comune di Ravello che, a causa di un presunto credito di 37mila euro vantato nei confronti della struttura, ha «piombato» i tubi idrici di una delle più prestigiose location della Costiera, lasciandola «al secco» e costringendola a chiudere i battenti.

Lo riferisce il quotidiano Il Mattino, secondo cui, ieri mattina, l’amministratore unico di villa Cimbrone Giorgio Vuilleumier, si sarebbe presentato in Procura per sporgere querela contro la Società presentando inoltre un esposto «al fine di sollecitare un intervento urgente volto a rimuovere la situazione di pericolo che si è creata a causa dell’interruzione del servizio idrico». Al centro della querelle restano i 37mila euro che, a parere di Vuilleumier, «non rappresentano le somme del mancato pagamento dei canoni idrici», scrive l’edizione salernitana del quotidiano.

«Disponiamo di elementi oggettivi – spiega a Il Mattino l’avvocato Anna Lisa Buonadonna che assiste la società Villa Cimbrone srl – dotati di idoneità fortemente probante in relazione ai fatti interessanti Villa Cimbrone e segnatamente, in ordine ai contegni riconducibili alla Ausino spa che all’attualità sono stati posti al vaglio della Procura della Repubblica di Salerno».

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L’azione dell’amministratore di Villa Cimbrone segue di qualche giorno la posizione dell’Ausino che in una nota aveva spiegato le motivazioni del distacco della fornitura idrica presso la nota struttura ricettiva.

Una procedura che qualche giorno fa è finita sul tavolo del Ministro dei beni culturali a cui l’amministratore, Giorgio Vuilleumier, si è rivolto dopo aver proceduto alla chiusura del l’accesso al parco storico e alle aree museali soggette, come del resto l’immobile risalente al XII, alla tutela del ministero dei beni culturali in quanto dal 1922 monumento nazionale.