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Ravello Festival: la 69edisma edizione si chiude con il bis di Valery Gergiev e della Mariinsky

Il bis di Valery Gergiev e della Mariinsky chiude i concerti sinfonici della 69esima edizione del Ravello Festival.

A suggellare i due mesi di programmazione del Ravello Festival 2021 i due concerti di lunedì 23 e martedì 24 agosto, alle 20.00, dell’Orchestra del Teatro Mariinsky diretta da Valery Gergiev. Sarà il Maestro russo, ospite assiduo e fedele del Festival da quasi quarant’anni, a chiudere gli appuntamenti sinfonici di questa 69esima edizione.

Gergiev ha sempre regalato al pubblico della Città della Musica concerti memorabili, dall’ultimo dell’anno scorso che lo ha visto primo ospite internazionale, nonostante tutte le difficoltà legate alla pandemia, a quello all’Auditorium Oscar Niemeyer del 21 agosto 2018, a quello sul Belvedere di Villa Rufolo il 23 luglio 2005 fino al 1997 quando diresse il Parsifal in forma di concerto con solista Placido Domingo.

“Il Festival deve alla sua generosità gratitudine profonda – sottolinea il direttore artistico Alessio Vlad – Personalmente lo vorrei tra gli ospiti fissi, con una cadenza costante in ogni edizione”.

Nei due concerti in cartellone molto attesi e già sold out da giorni, il binomio Gergiev – Mariinsky, che proprio quest’anno ha festeggiato le nozze d’argento, propone due programmi: lunedì 23 agosto, ad aprire la serata un tocco d’Italia con l’Ouverture dal Guillaume Tell di Gioachino Rossini, poi spazio all’Incompiuta di Franz Schubert, la Sinfonia n.8 in si minore. Seconda parte affidata al Felix Mendelssohn-Bartholdy della Terza Sinfonia, la “Scozzese” ultima fra le cinque Sinfonie del compositore.

Martedì 24 agosto, prima parte dedicata alla Suite del Romeo e Giulietta di Sergej Prokofiev, della quale verranno eseguiti 4 dei sette movimenti: Montecchi e Capuleti, La giovane Giulietta, Maschere e Romeo presso la tomba di Giulietta. Seconda parte del programma tutta dedicata alla Sinfonia n.9, “La Grande” di Franz Schubert composizione che Robert Schumann definì di “sublime prolissità” e che oggi può essere considerata un caposaldo del repertorio romantico: una eterna sfida, sia per il direttore che per l’orchestra.

L’Orchestra del Mariinsky sotto la guida di Gergiev si è distinta non solo nel repertorio operistico ma anche in grandi integrali dedicati, per esempio, alle sinfonie e ai concerti per pianoforte di Prokofiev.

 

Redazione Campania

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