Ravello Festival: sabato 11 agosto appuntamento con il concerto all’alba

Foto di Pino Izzo

Cresce a Ravello l’attesa per il concerto all’alba, evento di punta del Ravello Festival che accompagna il passaggio dalla notte al giorno in un appuntamento che offre un’emozione unica per il lento apparire della luce e poi del sole dietro la barriera montana a precipizio sul Golfo.

Lo spettacolo, che ogni anno aumenta esponenzialmente i suoi estimatori che arrivano a Ravello da ogni parte del mondo, si svolgerà sabato 11 agosto a partire dalle 4.45.

Per il terzo anno consecutivo a calcare il palco del Belvedere di Villa Rufolo per l’evento cult dell’estate ravellese, una delle migliori realtà musicali del territorio, l’Orchestra Filarmonica Salernitana, che dal 1997 ha affiancato le produzioni operistiche al Teatro Municipale Verdi di Salerno.

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Il Concerto dell’Alba quest’anno sarà diretto dal giovane direttore americano Ryan McAdams, che ha debuttato in Europa al Teatro dell’Opera di Firenze, dove ha diretto anche una nuova produzione di Carmen. Vincitore nel 2010 del Concorso Solti di Chicago, assistente di Lorin Maazel e poi di Alan Gilbert a Stoccolma, McAdams è stato nominato direttore stabile della New York Youth Symphony (2007-12).

Anche quest’anno il legame musicale con il Concerto dell’alba è affidato alle due famose suite tratte dalle musiche di scena che Edvard Grieg scrisse per il dramma simbolista Peer Gynt di Henrik Ibsen. Infatti la prima suite si apre col celebre Mattino: il momento in cui Peer vede il sorgere del sole nel deserto del Sahara. Segue la struggente Morte di Åse, madre di Peer, accompagnata nel deliro da un quasi corale dei soli archi “con sordina. La non meno celebre Danza di Anitra è una mazurca danzata dalla figlia del capo dei beduini, con cui Peer flirta nel corso delle sue peregrinazioni africane. Nella sala del re delle montagne, Peer, sedotta la figlia del Re, è circondato dai troll (maligni coboldi spiriti della montagna) in tumulto.

La seconda suite si apre con il Pianto di Ingrid, fidanzata abbandonata da Peer. Segue la gioiosa Danza araba (Allegretto vivace) con i suoi piccanti ritmi percussivi. Il Ritorno di Peer apre il quinto atto con una tempesta non immemore del Vascello fantasma di Wagner. Chiude la tenera e commovente Canzone di Solveig, in cui i violini si sostituiscono alla voce struggente del soprano.

Ad aprire il concerto “La Moldova” di Bedřich Smetana, poema sinfonico nel quale l’autore ceco, attraverso la musica, descrive il corso dell’omonimo fiume e alcune scene di vita che avvengono sulle sue rive. La natura, filo conduttore di tutto il concerto, è anche oggetto della celeberrima Sesta Sinfonia, detta “Pastorale”, di Beethoven. Composta fra il 1807 e l’anno seguente, è suddivisa in cinque quadri intitolati rispettivamente: Sensazioni piacevoli all’arrivo in campagna, Scena sule rive di un ruscello, pace panteista è interrotta dal grido della quaglia e dal cuculo; Allegra riunione di contadini; Uragano; Sentimenti di gioia e di gratitudine dopo la tempesta, sorta di purificazione finale in seno alla Natura. “Mai la fantasia umana, prima d’ora”, scriveva uno dei primi commentatori beethoveniani, Wilhelm von Lenz, “aveva tratteggiato un panorama così incantevole. Le prime quattro battute hanno già riassunto in sé la natura agreste, la vita semplice dei campi, il cielo azzurro. Semplicità meravigliosa.”

Programma

 Bedřich Smetana (1824 – 1884)

“La Moldava”

Edvard Grieg (1843 – 1907)

Peer Gynt

Suite No.1, Op. 46

Suite No.2, Op. 55

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)

Sinfonia n.6 in Fa maggiore op. 68 “Pastorale”

Il costo del biglietto è di 70 euro.