Ravello, distacco fornitura idrica a Villa Cimbrone. Ausino replica a Vuilleumier

Rischiano di inasprirsi i toni della vicenda legata al distacco della fornitura idrica a Villa Cimbrone di Ravello. Una procedura che qualche giorno fa è finita sul tavolo del Ministro dei beni culturali a cui l’amministratore della nota struttura ricettiva si è rivolto dopo aver proceduto alla chiusura del l’accesso al parco storico e alle aree museali soggette, come del resto l’immobile risalente al XII, alla tutela del ministero dei beni culturali in quanto dal 1922 monumento nazionale.

Alla esternazioni di Giorgio Vuilleumier contenute nella lettera pubblicata dai quotidiani nei giorni scorsi, è seguita la replica dell’Ausino S.p.a. che chiarisce la propria posizione in merito alla vicenda e in particolare all’interruzione dell’erogazione idrica effettuata dal proprio personale il giorno 12 gennaio all’attività Villa Cimbrone S.r.l. in Ravello.

«Il sig. Giorgio Vuilleumier, legale rappresentante dell’attività, non ha mai intrapreso alcuna azione legale contro l’Ausino S.p.a., a tutela delle sue ragioni – si legge in una nota dell’Ausino – Semplicemente, da anni, ha cumulato un debito elevato non pagando le fatture entro i termini di scadenza. Periodicamente, a seguito di solleciti di pagamento, egli ha versato delle somme, determinate secondo propri arbitrari criteri, che nel tempo hanno reso la debitoria non più sostenibile. Quindi, dopo aver invitato la società a pagare il debito cumulato minacciando il distacco ed assegnando un congruo lasso temporale per consentire il pagamento, si è dovuto effettuare il distacco, al quale l’utente non si è opposto, in quanto operato nella piena legalità».

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«Le pesanti affermazioni, pubblicate sui mezzi di informazione successivamente all’interruzione dell’erogazione idrica, che si ribadisce essere stata preannunciata da tempo, sconfinano poi nella polemica e nella diffamazione ed obbligano ad una riflessione sulla necessità di tutelare l’immagine dell’Ausino, di coloro che la rappresentano e che vi lavorano – prosegue la nota – Relativamente al canone per la depurazione, si fa presente che in tariffa vengono ribaltati solo i servizi effettivamente prestati, che altrimenti non troverebbero copertura economica».

L’Ausino, nel chiarire che non è pretesa «alcuna tariffa di depurazione da parte di chi, nel rispetto dell’ambiente e conoscendo le criticità del sistema affidato, decida di depurare con un proprio impianto ed a proprie spese» fa sapere che «ogni altro comportamento, come nella fattispecie, è strumentale al tentativo di delegittimare il gestore dal pretendere il pagamento del servizio pubblico svolto».

«L’occasione è utile per dare informazione che – conclude la nota – per tutelare gli utenti virtuosi che pagano regolarmente e nei termini le fatture del servizio idrico integrato, l’Ausino sta effettuando altre analoghe procedure di distacco delle utenze morose».