Territorio

Ravello. A Torello si rinnova la magia dell’ “incendio del borgo”

Ravello. Il Borgo di Torello torna a vestirsi a festa domenica 15 settembre, alle 21, in occasione dei festeggiamenti per la ricorrenza della Madonna dell’Addolorata.

Organizzata dall’associazione Ravello Borghi in Festa, in collaborazione con il Gruppo Volontari e Devoti della Madonna, con il patrocinio del Comune di Ravello e della Fondazione Ravello, ed eseguita dalla Pirotecnica Mansi di Maiori, l’iniziativa offre a residenti e visitatori emozioni senza tempo, grazie all’intreccio di luminarie multicolori che disegnano le sagome delle abitazioni. Lo spettacolo, arricchito di giochi ed eleganti effetti pirotecnici, apprezzato e riconosciuto per la sua originalità coreografica, si inserisce infatti nel solco dei tradizionali “incendi”, scenografie di fuoco eseguite per la prima volta a Napoli nel corso del XVII secolo.
A seguire, intrattenimento musicale con i Caffeina Band e stand gastronomici con prodotti e piatti tipici.

Ravello. Incendio del borgo: la storia

La festa, di cui si hanno notizie almeno dal 1887, iniziava con il settenario e viveva il momento più significativo durante la processione della sera che richiamava i fedeli anche dai paesi vicini. Nel secondo dopoguerra, la svolta del colore, grazie a Mario Palumbo, mosso dalla grande passione per le arti pirotecniche, che allestì con pochi bengala, una fiaccolata per salutare il passaggio della “Mater Dolorosa”.

La povera coreografia, affidata a semplici cartocci di composizione pirica, si arricchì con il tempo di numerosi effetti che crearono così un nuova tipologia scenografica in grado di illuminare con fiotti colorati l’intero borgo medievale, distinto dalle tradizionali case con volte estradossate tra pergolati di vite e di limone. Oggi gli artifici avvolgono il campanile, la chiesa, le case e i giardini, si rincorrono e, a tratti, sembrano addirittura danzare in un curioso balletto evanescente fatto di luci e colori. Piogge di alluminio e di magnesio illuminano il cielo di una notte di fine estate mentre i “lumi” rossi avvolgono l’intero borgo in un “incendio” che ha il sapore acre della polvere da sparo. Uno spettacolo unico nel suo genere capace di attrarre visitatori dall’intera regione.

Andrea Bignardi

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