Narrare le gesta degli eroi e delle principesse, dei condottieri e degli uomini…grandi e meno grandi che hanno contribuito a costruire il mito di Amalfi.
Questo l’obiettivo del libro “Quei d’Amalfi”, nuova proposta editoriale dello storico Gabriele Cavaliere, profondo conoscitore della cultura dell’antica repubblica marinara e delle sue radici: questo pomeriggio, a partire dalle 18, la presentazione a Ravello nell’incantevole cornice del chiostro dell’Hotel Parsifal.
Discuteranno con l’autore Giulia Annunziata, storica dell’Unisa, lo storico Donato Sarno del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, Lorenzo Imperato dell’associazione Ravello Nostra. La serata avrà inizio con i saluti istituzionali del primo cittadino di Ravello, Paolo Vuilleumier e del presidente incoming del Rotary Club Costiera Amalfitana, Amalfia Pisacane. Saranno presenti il presidente del Rotary Interact Benedetta Giordano e il sindaco dei ragazzi, Raffaele Amato: l’incontro sarà moderato dal giornalista Emiliano Amato.
A coronare la serata, favorendo l’incontro tra identità territoriali differenti della nostra regione, la degustazione di vini “I Due Principati” di Taurasi a cura della sommelier Emilia Ammaturo.
Dalla Preistoria, quando la “Divina” non esisteva neppure come idea, il racconto si srotola attraverso i secoli, narrando dei miti della costa, delle gesta degli eroi e delle principesse, dei condottieri e di uomini grandi… e meno grandi! Il primo capitolo racconta delle temibili Sirene, che abitavano tra l’arcipelago de Li Galli e la Collina del Deserto, e prosegue con le ninfe del mare Amalfi, Reghinna e Pasitea, con Ercole, con i “buoi marini” e con Prometeo, i Grifoni, la Pistrice e il giardino incantato dell’Antemussa…
Il capitolo successivo parla dell’Imperatore di Capri e dello spirito di “Timberio”. Segue la mirabolante epopea che portò la Repubblica Marinara di Amalfi a dominare il Mediterraneo, svelandone aspetti meno noti e, qualche volta, retroscena non proprio nobili. Seguono le storie di Gerardo Sasso e dei Comite Maurone, Mauro e Pantaleone, dell’arrivo degli Angioini e delle “Dame di Ravello”, ovvero l’epopea dei Rufolo e dei Della Marra, di Sigilgaida, la donna più potente e illuminata che la Costa abbia mai conosciuto, e con l’enigmatica “Dama di Scala”, la cui effige ha fatto ritorno a Scala dopo alcuni secoli in giro per l’Europa. Faremo la conoscenza con la tenera storia d’amore tra Marinella Rufolo e Antonio Coppola, con Filippo Spina e i “lanari” di Pontone, con Meco del Sacco e la sua congrega “del libero amore”.
Seguiranno: il Regno Aragonese e la storia di Giovanna d’Aragona “la pazza”; il Vicereame Spagnolo e la vicenda di Masaniello, che per parte di madre era Atranese. Racconteremo de “Li Turchi alla marina!” e del celeste intervento dei Santi Andrea e Matteo. Della meravigliosa “falca” che è conservata nel Museo Diocesano di Amalfi. Proseguiremo con il Decennio Francese e la Restaurazione, con l’epopea di “Re Francone”, alias Gioacchino Murat, e del Generale Paolo Avitabile; Il Regno dei Borboni di Napoli; L’unità d’Italia e la prima Guerra Mondiale. Il volume si chiude con tre capitoli dedicati alla vicenda di Paolo Capasso, eroe del Carso e Medaglia d’oro al valore militare; con le vicende dell’Incrociatore corazzato Amalfi, dal cui equipaggio trae origine il glorioso Battaglione San Marco, per terminare con gli “Amici di D’Annunzio” Giuseppe Esposito e Domenico Piccirillo, i due amalfitani che presero parte alla Beffa di Buccari…
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