La sentenza della Corte Tributaria di Perugia apre a nuove prospettive per i contribuenti in difficoltà, sottolineando il ruolo centrale dell’equità nella giustizia fiscale.

Nel contesto sempre più complesso del rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria, emerge una sentenza che rappresenta un importante precedente nel panorama tributario italiano. La Corte di Giustizia Tributaria di Perugia ha infatti accolto il ricorso di un contribuente in grave stato di disagio economico, cancellando un debito complessivo di circa 5.000 euro relativo a bolli auto e multe non pagate in un arco temporale che va dal 2005 al 2015. Questo evento evidenzia come, in casi di fragilità economica e sociale accertata, la giustizia tributaria possa intervenire con un “colpo di spugna” sui debiti accumulati, anche in presenza di sanzioni e interessi maturati.

La rottamazione delle cartelle esattoriali e i limiti del pagamento agevolato

La rottamazione quinquies rappresenta attualmente uno degli strumenti più efficaci messi a disposizione dal Fisco per la definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Essa consente di saldare i debiti tributari beneficiando di significative riduzioni su sanzioni, interessi e aggi, offrendo anche la possibilità di rateizzazione. Tuttavia, nonostante le agevolazioni, la rottamazione richiede comunque un pagamento minimo, che in alcune situazioni di grave difficoltà economica può rivelarsi impossibile da sostenere.

Recenti dati e testimonianze confermano che un numero non trascurabile di contribuenti, pur avendo aderito alle precedenti sanatorie, ha poi rinunciato al pagamento per l’impossibilità materiale di far fronte ai debiti, a causa dell’aumento della povertà e della crisi economica aggravata dai rincari di beni primari e delle bollette. In questo scenario, la sentenza della Corte Tributaria di Perugia offre un esempio di come la giustizia tributaria possa tenere conto della realtà sociale e intervenire in modo più equo.

Le Corti di Giustizia Tributaria, organi giurisdizionali di primo e secondo grado, sono deputate a dirimere le controversie tra contribuenti e amministrazioni fiscali, tra cui l’Agenzia delle Entrate e gli enti locali. La loro funzione è cruciale per garantire il rispetto del principio di collaborazione e buona fede tra Fisco e cittadino, sancito dall’articolo 10 della legge 212/2000, noto come Statuto del contribuente.

Nel caso di Perugia, la Corte ha riconosciuto la condizione di povertà assoluta del contribuente, da oltre 30 anni assistito dai servizi sociali del Comune e privo di autoveicoli intestati dal 2015, anno in cui aveva alienato l’auto per difficoltà economiche. Tale fragilità, debitamente documentata, ha portato al rigetto delle pretese fiscali, con la cancellazione integrale dei debiti tributari relativi a bolli e multe.

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Come funziona il condono delle cartelle esattoriali – Amalfinotizie.it

L’attuale ordinamento tributario e la prassi giurisprudenziale mostrano come la buona fede oggettiva imponga all’Amministrazione finanziaria di non perseguire con sanzioni e interessi le situazioni in cui l’inadempimento derivi da errori, ritardi o modifiche amministrative, o quando il contribuente si trovi in condizioni che ne pregiudicano la capacità di pagamento.

Sul versante istituzionale, il 2025 ha visto un’intensa attività da parte del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria (CPGT), guidato dalla Presidente Carolina Lussana. Recenti incontri a livello nazionale ed europeo hanno rimarcato l’importanza di un sistema tributario trasparente, efficiente e rispettoso dello Stato di diritto, in cui la digitalizzazione e la formazione specialistica rappresentano leve fondamentali.

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