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Quando Hitler rubò un coniglio rosa, chi era nella realtà Anna: storia vera

Quando Hitler rubò un coniglio rosa, chi era nella realtà Anna? Diamo uno sguardo alla trama della storia e alla sua vita vera.

Quando Hitler rubò il coniglio rosa, trama del film

Il film Quando Hitler Rubò il Coniglio Rosa, in onda su Rai 1 il 24 gennaio, attinge dalla profonda e toccante storia vera di Anna Kemper.

Il racconto segue la vita di Judith, che diventa Anna Kemper nel film, una bambina di nove anni che vede la sua esistenza sconvolta dall’ascesa del partito di Hitler. Con un padre critico teatrale e una madre compositrice, Judith trascorse gli anni successivi a Zurigo, Parigi, e infine a Londra, vivendo l’onta della segregazione razziale e l’incertezza della sopravvivenza.

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La regista e sceneggiatrice tedesca Caroline Link, ha portato sullo schermo l’odissea di Anna Kemper, offrendo uno sguardo unico attraverso gli occhi di una bambina. Il film, pur trattando la fuga dalla Germania nazista, si svolge principalmente in Svizzera e a Parigi, rivelando l’ottimismo e la curiosità di Judith Kerr nonostante le difficoltà.

Chi era Anna nella realtà?

Anna è la rappresentazione cinematografica della vera esperienza di Judith in quegli anni. All’interno del film la protagonista vivrà l’esperienza della fuga con la sua famiglia laica, borghese e benestante da Berlino, mentre si avvicinano le fatali elezioni del 1933 che porteranno Hitler al potere.

Il racconto di Anna rivela come la parola “profugo” diventi parte del suo vocabolario, aprendo gli occhi su una realtà sconosciuta di paura e lotta.

Il percorso della famiglia Kemper, guidato dal padre Alfred, la madre Dorothea e il fratello maggiore Max, li porterà prima a Zurigo, in un villaggio svizzero, e poi in una discesa verso la povertà. La neutralità della Svizzera non si rivelerà un rifugio sicuro, e la famiglia dovrà affrontare nuovi ostacoli economici e sociali. La dignità dei Kemper viene annullata, ma Anna mantiene il suo sorriso e la sua forza interiore.

Il film, diretto da Caroline Link, cattura la forza di Anna nel confrontarsi con una realtà che cambia rapidamente, rivelando la sua resilienza nonostante la perdita della sua casa e il simbolico “coniglio rosa” che rappresenta tutto ciò a cui ha dovuto dire addio.

La storia di Anna Kemper continua a ispirare, ricordandoci che “tutto è possibile finché restiamo insieme”, come affermava Judith Kerr, la straordinaria donna dietro questa straordinaria storia.

Francesca Petriccione

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