Proverbi napoletani: i 10 detti più belli e divertenti!

La saggezza popolare napoletana è ovviamente immortalata in quelli che sono i detti e i proverbi che, particolarissimi, rimangono di frequente confinati nell’area e faticano, nonostante potrebbero sicuramente arricchirne la cultura, a raggiungere il resto d’Italia.

Oggi abbiamo raccolto 10 proverbi napoletani, frasi e detti di quelli che forse non vi sarà mai capitato di sentire, a meno che non abbiate contatti di frequente con la città e con il suo circondario.

Qualcuno è anche di quelli che ormai non si sentono più e che sono parte del patrimonio dei nostri nonni e dei nostri antenati. Scopriamoli insieme in questa straordinaria raccolta di aforismi partenopei che ci farà divertire e ci farà venire in mente tanti modi di dire che, magari in qualche paese, fanno ancora parte della quotidianità.

Quann’ ‘o mellone jesce russo, ognuno ne vo’ ‘na fella

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Quando il cocomero esce rosso, ognuno ne vuole una fetta. Un proverbio che racconta, in modo molto conciso, quella che è una delle tendenze umane più tipiche, ovvero salire sul carro dei vincitori. Prima di aprire il cocomero e dunque valutarne la qualità (e dunque la riuscita) non sono molti a volerne una fetta. Una volta che il cocomero invece, metafora dell’affare, è andato decisamente a buon fine, sono in molti coloro che ne vorrebbero una parte.

L’espressione, almeno a nostro modesto avviso, è molto più efficace della controparte italiana (salire sul carro dei vincitori), dato che ne perde un po’ il senso militaresco e la riporta ad un ambiente quotidiano e domestico che può spiegare più a fondo quanto sia comune questo tipo di comportamento.

A ppava’ e a mmuri’, quanno cchiù tarde è pussìbbele

Un detto di quelli forse spiritosi, che però raccontano una grandissima verità: per quanto sia possibile, sempre meglio ritardare morte e pagamento dei debiti!

Si tratta di uno dei proverbi che forse più incorporano il tema canzonatorio tipico della cultura popolare campana.

‘O pesce fète d‘a capa

Un’altra straordinaria metafora che parla del pesce per significare invece le organizzazioni umane di qualunque tipo. Quando il pesce è marcio e quindi qualcosa non funziona come dovrebbe, ad esserne responsabili sono i capi e difficilmente i sottoposti.

‘A lira fa ‘o ricco, a crianza fa o’ signore

La lira fa il ricco, con riferimento a quella che era la valuta prima dell’arrivo dell’euro, ma è l’educazione (la creanza in napoletano) a fare il signore. Un invito perentorio a fare meno attenzione al portafogli e a farne di più al comportamento di una persona. Non sono i soldi, per intenderci, il signore, la persona non solo capace di spendere, ma di vivere e trattare i suoi simili “con qualità”.

Chi chiagne fotte a chi ride

Un altro dei proverbi napoletani estremamente significativi, che parlano di un’altra tendenza tipica di noi umani: lamentarci quando in realtà tutto va bene e quando siamo messi decisamente meglio di chi invece non si lamenta. I napoletani, un po’ malignamente, vedono una potente strategia nel piangere, per ottenere sempre quello che si vuole anche se non se ne avrebbe poi bisogno e anche se le condizioni di chi piange non sono poi così tanto disastrate.

Frije ‘e pisce e guarda ‘a jatta

Friggi il pesce, ma guarda alla gatta. Mentre gioiamo di qualcosa di buono o bello che abbiamo, sempre meglio comunque guardarsi da chi potrebbe portarcelo via. Quindi anche mentre si fa una metaforica frittura di pesce, sempre meglio fare attenzione a chi potrebbe portarci via tanto ben di Dio.

Ogni capa è ‘nu tribunale

Ogni testa è un tribunale. Un detto che sottolinea quella che è la tendenza, di tutti e anche nostra, ad esprimere giudizi definitivi senza magari conoscere a fondo i fatti e le motivazioni dei soggetti coinvolti. Un invito al silenzio, piuttosto lapidario, o comunque a riflettere prima di sputare sentenze.

O’ sparagno non è mai guadagno

Qui invece si parla di commercio, anche minuto. Quando si risparmia, dice il detto napoletano, difficilmente la cosa si trasformerà in un guadagno per noi. Si tratta di un detto che sottolinea come la merce venduta più a buon mercato è di solito più scadente e soprattutto che gli affari non sono sempre dietro l’angolo come vorrebbero farci credere i commercianti.

Ogni cane ca’ fuje sape ‘e fatt suoje

Ogni cane che scappa sa i fatti suoi, nel senso di sapere quello che ha combinato. Si tratta di un proverbio che riguarda chi si è dato alla macchia oppure non si fa trovare in giro nonostante poi in realtà nessuno riesca a capire il perché. Il cane che scappa, ne ha combinata sicuramente una delle sue.

Ommo senza denari anema morta

Chiudiamo la rassegna con un detto napoletano che racchiude in sé un’altra delle anime di questa cultura, ovvero la tendenza a guardare la realtà in modo piuttosto disincantato, facendo trasparire sì una certa malinconia, ma non per questo cercando di edulcorare la società. Dice il detto che un uomo senza denari è un’anima morta: il significato? Chi non ha denari da mettere sul tavolo viene considerato meno di un morto, come se appunto non esistesse.