Cultura

Positano. Dal 1°ottobre la mostra “Vicente Hernandez. Argonaut in Positano”

Sabato 1 ottobre, alle ore 18:30 presso la Pinacoteca Comunale, sarà inaugurata la mostra “Vicente Hernandez. Argonaut in Positano”.

L’esposizione, promossa dal Comune di Positano, e dall’Associazione Positano Arte e Cultura, in collaborazione con il Museo-FRaC Baronissi, è curata dal prof. Massimo Bignardi

L’esposizione propone i dipinti, in gran parte in olio su tela, realizzati dall’artista cubano Vicente Hernández in occasione dei suoi soggiorni a Positano.

I luoghi di Positano, i suoi suggestivi angoli di vita che scivolano nel mare, si vestono di una nuova luce – osserva Giuseppe Guida, sindaco di Positano – ricongiungendo il fantastico immaginario caraibico, con la nostra visione del paesaggio. Le sue sono immagini che aprono ad un nuovo orizzonte, ossia un nuovo modo di proporre il paesaggio di Positano e della Costa d’Amalfi, con accenti propri della contemporaneità”.

Dalle piccole tele del ciclo “instantes”, che furono realizzate tra il 2013 al 2014, nelle quali a dominare è l’assolato, ovvero lo scenario vuoto delle città cubane, ai più recenti grandi dipinti, la sua pittura resta fedele al reale.

Predominano, infatti, figure come mongolfiere, palloni areostatici ondeggianti, città tradotte in miniatura, come nella visione dei simbolisti attivi a fine ottocento.

Hernández – come scrive, invece, nella sua critica, il professor Bignardiè un giovane pittore cubano, originario di Batabanó, un ‘pueblo pequeño’ sulla costa meridionale dell’Avana. Un pittore nel vero senso della parola, aperto a linguaggi attuali; una pittura, la sua, che affonda le radici nella cultura artistica caraibica, nell’amalgama di una figurazione sorretta sia da una sorta di realismo – sarei propenso ad accogliere il termine iperrealista, tenendolo, però, a bada dalla pittura statunitense dei primi anni settanta -, reso dalla visione accorta a non tralasciare i dettagli anche i più ingenui della narrazione, che lo sguardo affida alla pittura, sia dal suo cedere ai voli della fantasia, immergendosi nel subconscio facendo spazio al simbolico, mantenendosi in quota con il reale della vita”.

Andrea Bignardi

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