Foto 2019 di Giuseppe Di Martino
Ogni anno a Positano, in occasione dei festeggiamento per l’Assunta, il rito del “Posa Posa”, da cui sarebbe poi derivato nei secoli il nome stesso di Positano, e lo sbarco dei Saraceni.
La leggenda vuole che durante il Medioevo, nella sera del 14 agosto, i saraceni sbarcarono sulla Spiaggia Grande di Positano e, dopo una battaglia contro i cristiani del posto, rubarono dalla chiesa del paese un quadro ligneo del XII secolo che raffigurava la Madonna nera prima di mettere a ferro e fuoco l’intero borgo.
Mentre i saraceni erano quasi al largo scoppiò una tempesta e, tra tuoni ed il fragore del mare, si udì la voce della Vergine Maria che chiedeva di essere riportata a terra. I saraceni, penti, tornarono a riva e tra un “Posa, Posa” divino, restituirono l’effige ai cristiani che poterono così celebrare la loro vittoria. Dove fu posato il quadro venne costruita una chiesa in onore della Madonna e attorno vi sorse il paese di Positano.
Nel 1954 venne ideato un vero e proprio evento su questa leggenda per merito dell’ ammiraglio Paolo Aloisi. Il sindaco Sersale approvò subito l’idea: per i costumi fu incaricato lo scenografo Roberto Scielzo. Per circa 5 anni, tra il 14 e il 15 agosto, avveniva la rievocazione dell’evento con circa 400 attori e figuranti che mettevano in scena lo sbarco dei saraceni, l’intervento della Vergine. Tutto il paese era coinvolto nell’evento e, al termine di questo, ci si recava in spiaggia a mangiare pane e melone.
Da anni ormai la manifestazione così grande non si svolge più ma i positanesi non rinunciano lo stesso a rievocare, sebbene in piccolo, lo sbarco dei saraceni a Positano con l’effige della Madonna per riconsegnarla nelle mani dei positanesi dopo l’intervento divino.
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