Categories: Gastronomia e Ricette

Positano. “Don Benì”: nuovo corso per il ristorante-boutique

Elisir di Positano. Il ristorante-boutique amplia la sua offerta e apre al fine dining: il nuovo menù estivo consacra la nuova esperienza dello chef Luigi Garofalo, che, forte di oltre vent’anni di carriera, con esperienze dalla costa toscana a Vietri Sul Mare, è approdato nel locale di Angela Porpora e Ambrogio Carro sito nel cuore pulsante della città verticale, per coniugare la sua cucina all’identità inedita di un ristorante innestato in una bottega di moda, davvero unica nel suo genere.

Ai vestiti moda Positano, che hanno segnato i magici anni della dolce Vita, ed alle ceramiche in stile vietrese che con i loro profili variopinti sono l’anima identitaria della Costa d’Amalfi, che la rende ancor più affascinante per i turisti stranieri ed i tanti rappresentanti del jet set internazionale che l’affollano ogni estate, si affiancano da qualche anno i piatti della tradizione locale, marinara e non. Un paradigma, questo, che è andato ulteriormente ad estendersi ed ampliarsi con il contributo di una brigata rinnovata e capace di osare.

Di innestare, in altri termini, un piacevole discorso di innovazione sull’identità di un locale ormai consolidato nel panorama locale. L’innovazione si nota già dagli appetizers: ecco che aprono il sipario sulla carta la granfia di polpo scottato su insalata di fagioli e pomodorini, il tortino di acciughe alla marinara con stracciata e bufala, le capesante scottate all’olio Evo su crema di piselli, pomodorino confit e rucola, e il carpaccio di bresaola con scaglie di grana e frutti di bosco.

I primi piatti, essenza del menù, hanno un’anima maggiormente tradizionale: ed ecco che al risotto allo scoglio si affiancano i naccheri con zucchine, cozze e gamberetti, il raviolo caprese e burrata. Nel solco della filosofia culinaria della Divina, ad esprimere al meglio quella simbiosi dei prodotti dell’orto con quelli delle lampare, ecco che trovano spazio anche gli gnocchi con polpo, melanzane ed olive nere.

Il pescato del giorno, valorizzato dagli aromi dei giardini che cingono città verticale, domina i secondi, anche in questo caso in chiave rivisitata, come nel caso del fritto di calamari e gamberi “New Life” e del filetto di orata in carta fata al profumo di mare. Non manca una piccola ma curata proposta di carne. Gran chiusura affidata ai dolci della tradizione locale, da affiancare ad un buon sorbetto al limone e da innaffiare, come da rituale, con un piacevole ed equilibrato limoncello della casa.

Redazione Web

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