Ancora sorprese a Pompei: torna alla luce la Domus dei Delfini / Foto

Emergono ancora nuove sorprese dagli Scavi della Regio V al Parco Archeologico di Pompei.

In questi giorni sta venendo alla luce una nuova casa, la Domus dei Delfini, lussuosa e raffinata dimora di fronte alla Casa delle Nozze d’Argento. Finora sono stati rinvenuti affreschi dai colori vivaci, tra cui spiccano numerosi dettagli:un pavone, un pappagallo, una pernice, caprioli, animali fantastici e appunto i delfini che danno il nome alla casa, che probabilmente apparteneva a un notabile della città.

Meno di una settimana fa nella Regio V sono emersi degli edifici con tre grandi balconi e, su uno dei balconi, sono state anche trovate anfore da vino rovesciate, probabilmente messe ad asciugare al sole. I balconi verranno restaurati e inseriti in un percorso tutto nuovo che collegherà la via di Nola con il vicolo delle Nozze d’Argento.

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A fare capolino tra i nuovi scavi è stato anche un affresco raffigurante Venere e Adone che presenta il tipico colore di sfondo di Pompei, il rosso pompeiano appunto. Si tratta del primo affresco a tema mitologico emerso dal buio dei secoli nell’area del cosiddetto «cuneo», dove, grazie ai fondi del Grande progetto, è stato possibile aprire il primo importante cantiere di scavo dal Secondo dopoguerra ad oggi.

Ancora, ad inizio maggio, era stata individuata una stalla con resti equini. La tecnica dei calchi ha permesso di identificare una mangiatoia la cui struttura, probabilmente costruita in materiale deperibile, è ancora visibile unicamente grazie al calco in gesso.Allo stesso modo l’individuazione, nella zona centrale della stalla, di un vuoto causato dal deperimento di materiale organico all’interno dello strato denominato “tuono”, ha consentito la realizzazione di un calco in gesso di un equide.

L’animale poggia sul suolo con il fianco sinistro e mostra allo sguardo quello destro. Gli arti posteriori sembrano sconvolti dalle attività dei tombaroli che hanno interessato l’area in tempi recenti.

Ancora a fine aprile era stato ritrovato lo scheletro di un bambino di circa 7 anni che si era rifugiato in un complesso termale per sfuggire all’eruzione del Vesuvio. Insomma Pompei continua a regalare una sorpresa dietro l’altra non solo a noi campani ma anche agli occhi del mondo intero.