Pompei: dopo vent’anni iniziano nuovi scavi. Si tratta della Schola Armaturarum

Inizieranno domani, 6 dicembre, alle 12.00 a Pompei in anteprima gli scavi e i restauri della Schola Armaturarum, un’area mai indagata prima che ha già restituito i suoi primi tesori.
Lo scavo della Schola Armaturarum e’ solo il primo intervento, dopo più di vent’anni,  in un’ area ancora sepolta sotto la cenere e i lapilli dell’eruzione. L’ultima indagine aveva riguardato l’Insula dei Casti Amanti alla fine degli anni’80.
foto ansa

Oggi, oltre alla Schola, e’ stato avviato anche il più grande cantiere del  cosiddetto “cuneo” della Regio V, (un’area di oltre 1000 mq nella zona posta tra la casa delle Nozze d’Argento e gli edifici alla sinistra del vicolo di Lucrezio Frontone), dal quale ci si aspetta di portare in luce  ulteriori strutture e reperti di ambienti privati e pubblici.

La giornata di domani sarà in anteprima per la stampa ma ben presto l’area sarà restituita alla pubblica fruizione insieme a tutti i reperti che vi sono stati ritrovati.

Durante gli scavi è emerso un deposito di anfore, al momento formato da quattordici reperti immersi nel lapillo. Si tratta di uno dei tre ambienti individuati alle spalle della parte di struttura più nota della Schola Armatorarum.

Le anfore, rinvenute intatte, dovevano contenere olio, vino e salse di pesce: un’anfora presenta iscrizioni dipinte in cui si leggono numeri, a indicare i quantitativi, e, verosimilmente, il prodotto contenuto. L’uso come deposito dell’ambiente è confermato dai graffiti visibili su una delle pareti dell’ambiente, che ribadiscono l’attività di stoccaggio.

Al termine dello scavo, previsto per il mese di dicembre, le anfore saranno ricollocate in situ nell’ambito del più ampio progetto di valorizzazione del “museo diffuso” che il Parco archeologico sta adottando in più aree degli scavi per ri-contestualizzare i reperti nei luoghi di provenienza.
“Siamo contenti delle scoperte che stanno emergendo. – dichiara Massimo Osanna, Direttore del Parco archeologico – Pompei ha iniziato una nuova stagione, quella di una ricerca archeologica intensa e del prosieguo della conoscenza del sito. Dopo il suo recupero, attraverso le messe in sicurezza di tutte le sue regiones, l’apertura di nuove domus restaurate, la restituzione alla fruizione di interi quartieri finora inaccessibili, grazie al recupero della percorribilità di quasi tutte le vie urbane, ci si può dedicare  anche  ad attività di scavo, che si affiancano alla manutenzione programmata e che consentiranno  di fornire nuove ipotesi alla storia della vita quotidiana degli antichi, in alcuni casi dando risposta a quesiti  irrisolti, come potrebbe essere per la Schola armatorarum”.