Pompei: dopo 10 anni riapre al pubblico la Schola Armaturarum

A partire dalla giornata di oggi la Schola Armaturarum di Pompei torna visitabile al pubblico.

Il racconto di questo luogo simbolo della rinascita di Pompei, tragicamente collassato nella parte superiore il 6 novembre 2010, sarà affidato ai restauratori che illustreranno il minuzioso intervento di restauro sugli affreschi e gli ambienti retrostanti, oggetto dell’ultima campagna di scavo che ha contribuito a chiarire la funzione di questo edificio.

Poco fa il Direttore Generale Massimo Osanna ha incontrato la stampa per illustrare il progetto di riapertura della Schola Armatorarum, assieme ai restauratori Ales che hanno seguito gli interventi di recupero degli affreschi. Si tratta del primo passo verso un più articolato progetto di fruizione e di musealizzazione, esteso anche ai vani retrostanti, che consentirà di vedere i dipinti e gli oggetti nel loro luogo di rinvenimento.

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La scuola dei gladiatori crollò sotto il peso di quintali d’acqua piovana, detriti, materiali e fogliame il 6 novembre di 12 anni fa. La notizia fece il giro del mondo scatenando sconcerto e indignazione per le condizioni del sito.

La Schola Armaturarum era probabilmente un edificio di rappresentanza di un’associazione militare, come si può dedurre dalle decorazioni e dal rinvenimento di armi custodite al suo interno. Gli ultimi scavi eseguiti per la messa in sicurezza delle strutture sembrano rafforzare questa ipotesi. Sul retro dell’edificio sono venuti alla luce ambienti di servizio dove si custodivano anfore contenenti olio, vino pregiato e salse di pesce provenienti dal Mediterraneo (Creta, Africa, Sicilia, Spagna), prodotti di qualità da servire in occasioni conviviali o di rappresentanza.

I lavori di restauro sono iniziati nel 2016 con il supporto di Ales, la struttura interna del Mibac che si occupa da più di tre anni della manutenzione programmata di Pompei. I lavori hanno riguardato dapprima la messa in sicurezza delle strutture e degli apparati decorativi, per evitare l’ulteriore perdita di porzioni originali. Successivamente si è intervenuti sulle superfici dipinte agendo in parallelo, sulle pareti conservate all’interno dell’edificio e ricomponendo in laboratorio i frammenti recuperati dopo il crollo.

«Da metafora dell’incapacità italiana di prendersi cura di un luogo prezioso che appartiene all’intera umanità, la riapertura della Schola Armaturarum rappresenta un simbolo di riscatto per i risultati raggiunti a Pompei con il Grande Progetto, e più in generale un segnale di speranza per il futuro del nostro patrimonio culturale – dichiara Massimo Osanna -. Da quel crollo avvenuto nel novembre del 2010, la cui risonanza mediatica determinò un coro d’indignazione internazionale, si è affermata una nuova consapevolezza della fragilità di Pompei e la necessità di avviare un percorso di valorizzazione, fatto non solo d’interventi straordinari ed episodici, ma soprattutto di cure e di attenzioni quotidiane».