Territorio

“Una pizza eccellente, ma dal contorno pessimo”: l’elogio agrodolce del New York Times

Una pizza eccellente, ma “dal contorno pessimo”.

E’ così che il New York Times in un reportage pubblicato pochi giorni fa a firma di Laura Rysman, ha elogiato la pizza campana, vero fiore all’occhiello del nostro territorio, ma al tempo stesso ha evidenziato come la nostra regione, purtroppo, sia in molti luoghi ancora troppo degradata e, soprattutto, caratterizzata da trasporti pubblici pessimi.

Il viaggio nel gusto ha avuto il suo inizio dalla pizzeria di Concettina ai Tre Santi a Napoli, e conclusosi a Caserta con la pizza di Martucci e poi a Caiazzo con quella di Franco Pepe.

E’ stata in particolare la pizza casertana, vera e propria rivelazione gastronomica dell’ultimo decennio, a destare l’attenzione della reporter del New York Times, tanto da paragonarla alla Reggia di Caserta, a testimoniare l’importante ruolo simbolico che ha come “biglietto da visita” della nostra regione.

Ma la Pizza, come del resto la stessa Reggia, vengono inquadrate come delle “maestose anomalie” rispetto al resto.

Nel reportage, infatti, si legge che Laura Rysman è giunta a Caiazzo a bordo di “un treno a carrozza singola che sembra un giocattolo di latta“.

La pizza è sempre stata considerata un fast food – ha commentato il maestro Pepe, titolare dell’onmonima pizzeria “Pepe in Grani”Ma questa è pizza slow food. Sapevamo tutto sull’impasto ma avevamo molto da imparare su ingredienti e ricette“.

La corrispondente statunitense del celebre periodico ha, da parte sua, evidenziato il suo apprezzamento per la pizza casertana del maestro Pepe.

Materie prime superbe, cucina di alto artigianato, ricette ripensate – si legge nell’articolo del New York TimesIl signor Pepe, un tempo assistente adolescente del padre pizzaiolo, ha rilevato la pizzeria con i fratelli alla morte del padre, ma si è separato dai fratelli nel 2012, ricostruendo un rudere di Caiazzo del 18° secolo come proprio ristorante dove avrebbe potuto coltivare la sua esigente ideologia della pizza“, è il commento della corrispondente statunitense“.

Andrea Bignardi

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