Piero Armenti, vacanza tra mare e sapori in Costiera Amalfitana

Piero Armenti sbarca in Costiera Amalfitana. Il re degli esploratori urbani ha fatto tappa ai Giardini del Fuenti e dal pasticcere Sal De Riso a Minori. La vita, l’amore per la sua New York “così lontana eppure così vicina” e le passioni di un Magellano moderno.

Ha descritto New York come pochi. In questi anni, Piero Armenti – classe ’79 – ha riportato in auge il sogno americano che anche i più ostinati consideravano tramontato in favore dell’artifizio emiro o delle lande putiniane.

Un vero e proprio self-made man. Il quale, come tutti gli imprenditori, ha dovuto fare i conti con la pandemia. Ma, con la ripresa del comparto turistico, gli affari sono tornati alle stelle. L’urban explorer nato a Salerno e formatosi presso il liceo Tasso è venuto in vacanza in Italia.

I parenti risiedono nella città di Alfonso Gatto e quale scusa migliore per tuffarsi nelle acque cristalline della vicina Costiera Amalfitana. D’altronde – glielo ricorda anche il padre – “La nostra Divina custodisce le meraviglie del mondo“.

Piero Armenti si è concesso una giornata di relax presso i Giardini del Fuenti. La struttura, dove negli anni ’70 sorgeva l’Amalfitana Hotel, è oggi un bellissimo giardino che si sviluppa su terrazzamenti tipici del paesaggio. Le terrazze degradano verso il mare, aprendo una visuale che abbraccia tutto il Golfo di Salerno.

Scenario ideale da narrare, questa volta, ai followers a stelle e striscie. Qui, in compagnia dei familiari, Piero si è concesso il pranzo nel ristorante privato della struttura. Al Riva, dove tra risotti alla pescatora e fritti di pesce Armenti ha fatto il pieno di sapori.

Ma non è certo finita qui. Già, perché dopo il pranzo lo scrittore – all’attivo un volume edito Mondadori – si è concesso una dolce sosta dal re dei pasticceri Sal De Riso presso Minori. Immancabile, in questo caso, l’appuntamento con l’iconica ricotta e pera.

Qui l’ultimo saluto all’Amalfitana prima di estendere l’orizzonte al vicino Cilento. Dove oggi riparte la narrazione immersiva del Magellano del terzo millennio.

Matteo Maiorano

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