Napoli, Quattro Palazzi e Piazza Nicola Amore: Origine e Storia

Foto Delfina Borrelli

Chi a Napoli non è mai passato per ‘e quatt’ palazze? Stiamo parlando di Piazza Nicola Amore, detta anche in dialetto napoletano “quattro palazzi”.

Essa è tra le più importanti del centro storico della città, e si trova lungo il Rettifilo o Corso Umberto I.

Piazza Nicola Amore, Napoli: Origine e Storia dei “Quattro Palazzi”

E’ conosciuta dal popolo partenopeo come “i quattro palazzi” proprio per i quattro edifici identici in stile neo-rinascimentale che la circondano.

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A volere la piazza fu l’allora sindaco Nicola Amore durante il Risanamento, nel 1880.

Era infatti il periodo dei grandi interventi urbanistici che modificarono il volto di Napoli.

La piazza Nicola Amore si trova in posizione centrale rispetto a piazza Giovanni Bovio e piazza Garibaldi, poste queste agli estremi del corso.

La si collocò in un’area dove una volta insisteva la cosiddetta piazza della Sellaria o del Pendino, stretta e lunga.

In quest’area erano presenti la fontana della Sellaria e la cinquecentesca fontana di Atlante, per la quale lavorò Giovanni da Nola.

Il toponimo originario era piazza Agostino Depretis, come stabilito nel 1891 dal regio commissario Giuseppe Saredo.

Successivamente si farà uno scambio di toponimi con la via Nicola Amore (così fu stabilito nel 1894 di chiamare l’attuale via Depretis).

Nel 1896 il regio commissario Ottavio Serena deliberò che la piazza accogliesse la fontana del Nettuno, la cui collocazione in quel periodo era molto incerta, ma problemi tecnici impedirono che la delibera si concretizzasse.

Al centro della piazza quindi si installò una statua raffigurante il sindaco scolpita da Francesco Jerace e inaugurata il 7 febbraio 1904.

In questa stessa datala piazza assume la denominazione che tuttora possiede (come del resto via Depretis).

La statua si spostò in piazza Vittoria per eliminare qualunque ostacolo ci fosse lungo il rettilineo che avrebbe percorso Hitler il 5 maggio 1938.

Il tedesco arrivava in città in occasione della sua rassegna alla Regia Marina nel golfo di Napoli.

La statua da quell’occasione non fece mai ritorno in piazza, lasciando al suo posto prima un’anonima coppa giratoria, poi un’aiuola fiorita.

Il 15 luglio 1982 fu ucciso in piazza, appena uscito di casa, il vicequestore Antonio Ammaturo assieme al suo autista Pasquale Paola.

Le Brigate Rosse rivendicarono l’attentato.

Gli anni Novanta di Piazza Nicola Amore

Negli ultimi anni novanta i cantieri della linea 1 della metropolitana si spostano dalle zone collinari nella parte bassa della città.

Così la piazza in questo periodo ha accolto al centro il cantiere della futura stazione Duomo che prese il posto dell’aiuola.

Grazie ai lavori della stazione metropolitana si sono rinvenuti sotto terra in questa piazza numerosi resti archeologici, risalenti all’epoca greco-romana.

Tra i ritrovamenti principali vi sono i resti di un edificio databile al IV e al III secolo a.C, un tempio dedicato ai giochi Isolimpici istituiti a Napoli da Ottaviano Augusto nel 2 d.C.

Ancora, un porticato Ellenistico di età Flavia, una fontana di epoca medievale, databile al XIII secolo e la testa marmorea di Nerone Cesare, figlio di Germanico e fratello di Caligola.