Territorio

Piano di Sorrento. Comune si costituirà parte civile nel procedimento su femminicidio Anna Scala

Piano di Sorrento. L’amministrazione comunale si costituirà parte civile nel procedimento penale riguardante il femminicidio di Anna Scala. La donna fu uccisa il 17 agosto dell’anno scorso a Piano di Sorrento e, nei prossimi giorni, presso il Tribunale di Torre Annunziata, sarà celebrata l’udienza preliminare in cui quale sarà formulata l’istanza dell’Amministrazione Comunale.

Il Sindaco Salvatore Cappiello sottolinea: «La decisione di costituirsi parte civile rappresenta un dovere morale per la nostra città. L’uccisione di Anna ha sconvolto profondamente l’intera comunità e rivolgo un pensiero affettuoso a lei e ai suoi familiari. Come Amministrazione vogliamo continuare a contrastare con fermezza il fenomeno del femminicidio e ogni violenza di genere, intesa come lesione del diritto all’integrità fisica e psicologica delle donne e come offesa alla propria comunità, promuovendo tutte le iniziative utili a continuare a parlare del fenomeno e proporre una educazione al sentimento ed al rispetto dell’altro».

L’Assessore al Contenzioso, avv. Antonella Arnese, e la Consigliera delegata alle Pari Opportunità, Katia Veniero, hanno agggiunto congiuntamente: «Nel nostro Paese ogni tre giorni viene uccisa una donna. È un dato inquietante. I delitti subiti dalle donne ormai hanno assunto dimensioni allarmanti. L’Amministrazione Comunale, tra i propri obiettivi fondamentali, ha quello del contrasto alla violenza di genere e si impegna in tal senso con progetti e iniziative volte a sensibilizzare i cittadini e le giovani generazioni sul tema, nonché per preservare il territorio da fenomeni di violenza nei confronti, in particolare, delle donne. Proprio di recente, in quest’ottica, si è appena concluso un corso di autodifesa personale fortemente voluto dalla nostra Amministrazione. L’uccisione di una donna e i gravi casi di violenza non sono solo un dolore privato ma costituiscono una ferita per tutta la comunità e quindi una violazione anche dell’interesse collettivo di cui il Comune è portatore di preservare la sicurezza dei cittadini e la comunità rappresentata da eventi criminosi».

Andrea Bignardi

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