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Roberto Saviano, scrittore campano, ancora oggi paga le conseguenze della sua lotta contro la criminalità organizzata. Perché ha la scorta? La verità.
Nel panorama giornalistico e letterario italiano, Roberto Saviano è noto non solo per il successo ottenuto con il suo acclamato libro “Gomorra”, ma anche per la sua vita sotto scorta, iniziata il 13 ottobre 2006. A soli 26 anni, la sua esistenza ha subito una trasformazione radicale a causa delle minacce ricevute in risposta alle sue denunce contro il clan dei Casalesi.
La decisione di assegnare la scorta a Saviano è stata presa dal Ministro dell’Interno Giuliano Amato per garantire la sua sicurezza. Inizialmente composta da tre uomini, la scorta è stata successivamente rafforzata a cinque a causa della gravità delle minacce ricevute.
Il punto di svolta si è verificato durante una manifestazione per la legalità a Casal Di Principe nel dicembre 2006, quando Saviano ha denunciato pubblicamente i loschi affari del clan, esortando la popolazione a ribellarsi.
Nel 2008, a seguito di ulteriori minacce e dell’informazione su un presunto piano di assassinio orchestrato dal clan dei Casalesi, Saviano ha deciso di lasciare l’Italia.
Un ispettore della Dia di Milano aveva parlato di un piano svelato dal pentito Carmine Schiavone, il quale prevedeva l’assassinio dello scrittore e della sua scorta in un attentato in stile strage di Capaci. Nonostante il piano fosse stato smentito successivamente, Saviano ha scelto di vivere all’estero per garantire la sua sicurezza e della sua famiglia.
Il 13 ottobre scorso ha segnato il quindicesimo anniversario della sua vita sotto scorta, un periodo che Saviano ha definito “quasi vita, quasi morte”. Il giornalista ha espresso il desiderio di riprendere la libertà del corpo. Riflettendo sul peso che questa situazione ha comportato non solo per lui ma anche per la sua scorta.
Recentemente, una sentenza ha condannato il boss del clan dei Casalesi, Francesco Bidognetti, e il suo avvocato Michele Santonastaso per le minacce rivolte a Saviano e alla giornalista Rosaria Capacchione. Un passo avanti nella battaglia per la legalità che il giornalista ha intrapreso con coraggio.
Saviano vive a New York, continuando a scrivere e a denunciare le attività criminali della camorra. Nonostante il desiderio di una vita libera e non blindata, la sua determinazione nel lottare per la giustizia e la legalità rimane inalterata.
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