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Perchè Marco Della Noce è finito sul lastrico? La verità e quanti debiti ha accumulato

Marco Della Noce dal successo è finito sul lastrico, accumulando centinaia di migliaia di euro di debiti e finendo a dormire in macchina.

Dal successo alla crisi economica

Marco Della Noce, noto per il suo ruolo di Oriano Ferrari nel popolare show “Zelig“, è una figura amata nel mondo del cabaret italiano. Tuttavia, nonostante il successo, la vita dell’attore e comico ha preso una svolta negativa. Dopo il divorzio dalla moglie, Della Noce si è ritrovato sommerso dai debiti, fino a raggiungere una cifra di circa 700mila euro. Questo ha portato l’attore a dormire in auto, a fare lavori come vigilante notturno e a interrompere temporaneamente la sua carriera artistica.

Gli effetti del debito sulla vita personale

Tra debiti con il fisco, assegni di mantenimento per i figli e affitti arretrati, Marco Della Noce si è ritrovato senza nulla. Solo la sua Zafira, che è diventata la sua casa. Durante questo periodo, l’attore ha anche dovuto mettere da parte la sua carriera artistica: «Non potevo essere creativo perché tutto mi stava scappando via. Non trovavo soluzioni e poi è arrivata la depressione, quindi due anni di cure psichiatriche», ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera. Nonostante tutto, Della Noce ha continuato a lavorare, svolgendo vari lavori tra cui vigilante notturno al parco di Monza durante uno street food.

Il sostegno degli amici e il riscatto

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Quando Marco Della Noce ha toccato il fondo, gli amici di una vita sono accorsi in suo aiuto. Molti colleghi del mondo dello spettacolo, tra cui Giancarlo Bozzo, direttore artistico, Claudio Bisio, e Luciana Littizzetto, hanno iniziato una raccolta fondi per aiutarlo. A queste persone si sono aggiunte altre che hanno pagato una stanza per lui. Questo sostegno ha permesso a Della Noce di riprendersi e trovare una casa.

Il 9 maggio, la vita di Della Noce è cambiata per la seconda volta, quando il Tribunale di Monza ha estinto quasi 500mila euro del suo debito. Finalmente, l’attore si sente libero di nuovo. Questa esperienza gli ha dato una nuova prospettiva sulla vita e sul fallimento, come spiega citando il libro “Evviva il fallimento” di Francesco Chesi: «Il diritto di fallire. Che non è una brutta cosa. In certe culture è quasi necessario perché significa che ti sei ricostruito».

Marco Della Noce è un esempio di resilienza nel mondo dello spettacolo. Nonostante le difficoltà, è riuscito a risollevarsi, grazie al supporto degli amici e alla sua determinazione. Il suo messaggio è chiaro: fallire non è una brutta cosa, è un’opportunità per ricostruirsi e crescere.

Gervasio Mollica

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