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Perché la pizza il giorno dopo ha un sapore più buono? La risposta della scienza

La pizza è sempre buona, se mangiata calda appena preparata o anche a distanza di qualche ora. Sono in molti, però, ad affermare che, se gustata il giorno successivo, la pizza potrebbe avere anche un sapore più buono. In particolare sono in tanti ad affermare che questa pietanza prelibata avrebbe un sapore migliore se viene conservata in frigorifero.

Insomma, sembra proprio che sia una convinzione comune il fatto che gustare la pizza il giorno dopo rispetto a quando è stata preparata possa garantire un sapore perfetto. Ma perché accade questo? C’è un motivo abbastanza semplice che starebbe alla base di questa situazione e la scienza ha provato a dare una risposta a questa domanda. Vediamo quali sono le motivazioni alla base.

La struttura della pizza e la temperatura

Abbiamo visto, quindi, che in molti considerano più buona la pizza il giorno successivo alla sua preparazione. Sembrerebbe che esistano dei veri e propri motivi che stanno alla base di questa condizione. Non si tratterebbe, quindi, soltanto di una convinzione comune, ma esisterebbero delle reali motivazioni che hanno un fondamento scientifico e che riguardano la fisiologia dell’organismo umano, oltre che la composizione della pizza stessa.

Per prima cosa dobbiamo considerare un aspetto molto importante: la struttura della pizza, nel momento in cui questa non è più calda, rimane perfettamente integra e inalterata. Il pomodoro presente con uno strato sulla superficie della pizza fa in modo che il grasso che si trova nel formaggio possa penetrare nell’area dell’impasto.

Bisogna dire in generale che proprio la temperatura degli alimenti influisce anche sul sapore che si riesce a percepire. I cibi che non sono caldi hanno un sapore che risulta meno forte. Anche per questo la pizza mangiata il giorno dopo sembra avere un sapore diverso rispetto a quando gustiamo questo alimento appena uscito dal forno.

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I segnali che arrivano dalla lingua al cervello

Quando le temperature sono tra i 15 gradi e i 35 gradi, il nostro cervello riceve dei segnali molto intensi, che provengono proprio dai recettori del gusto che si trovano nella lingua. Questi ultimi si aprono in presenza delle temperature che abbiamo descritto e fanno in modo di mettere a punto una reazione che coinvolge la percezione e il nostro cervello. Quando le temperature sono inferiori, invece, il cervello riceve dei segnali meno forti.

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Per questo quando gustiamo un po’ di pizza quando è fredda, il sapore che ne risulta sarà più salato e molto più intenso.

Gianluca Rini

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