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I Sorcini, perché i fan di Renato Zero sono chiamati così: la verità

Uno dei cantanti più apprezzati nel nostro Paese è Renato Zero. Il successo dell’artista è davvero molto grande e nel corso degli anni è riuscito a conquistare tantissimi fan grazie alla sua voce e alle sue canzoni, che hanno contribuito senza dubbio al percorso musicale italiano.

Il successo di Renato Zero, il cui vero nome è Renato Fiacchini, è notevole e lo dimostrano anche i concerti tenuti dall’artista, che sono sempre sold out. Ci sono varie curiosità da conoscere che riguardano proprio il successo di Renato Zero e una di queste è quella relativa ai fan del cantante, che vengono chiamati Sorcini.

Perché i fan di Renato Zero si chiamano Sorcini

Renato Zero si è sempre caratterizzato come un cantante molto provocatorio. Per esempio per presentare il suo disco dal titolo Leoni si nasce ha organizzato una conferenza stampa presso uno zoo e si è presentato vestito con una pelle di leone e con dei pigmei.

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Il nome d’arte di Renato Zero deriva da una sorta di sfida nei confronti di tutti coloro che pensavano che non avesse un talento spiccato. Molti di costoro gli dicevano che era meno di zero, ma ben presto tutti si accorsero delle capacità di lui come artista, capace di ottenere successi straordinari e di essere seguito da moltissimi fan.

All’inizio i fan di questo cantante di cui stiamo parlando non si chiamavano Sorcini, ma si chiamavano Zerofolli. Naturalmente si trattava di un modo per rendere omaggio al nome d’arte dello stesso Renato Zero. Tutto è cambiato però nei primi anni ’80.

Renato Zero era a Marina di Pietrasanta e chiese ad un amico di fare un giro in motorino, trovandosi quasi subito seguito da altri ragazzi con i loro motorini. Erano i suoi fan e molto numerosi. In quell’occasione le forze dell’ordine sono intervenute e sembra che l’artista abbia detto di lasciarli stare, deliziato dal loro affetto. Renato Zero avrebbe detto “sembrano tanti sorcini”. È da quel momento che i fan si sono chiamati Sorcini.

Che cosa è successo dopo che i fan sono diventati Sorcini

Poi anche Renato Zero ha continuato a chiamarli in questo modo, dedicando a questo appellativo anche delle canzoni. Per esempio nell’album Artide Antartide del 1981 è contenuto il brano I figli della topa. Tra l’altro negli anni seguenti, come per esempio nel 1982, sono state organizzate le Sorciadi a Roma presso lo stadio Eucalipti. In quell’occasione Renato Zero ha partecipato alla premiazione.

Gianluca Rini

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