La presentazione dei palinsesti televisivi per la prossima stagione autunnale riserva sempre una quota fisiologica di sorprese, riconferme blindate e, inevitabilmente, di dolorose esclusioni.
Tra i nomi che più stanno facendo rumore in questo inizio di giugno 2026 per la loro assenza dai quadri di Viale Mazzini c’è sicuramente quello di Flavio Montrucchio. Conduttore elegante, empatico e reduce da stagioni di grande successo nel comparto della televisione tematica e generalista, il presentatore torinese sembra essere rimasto temporaneamente fuori dai piani principali della televisione di Stato.
Dietro questa esclusione non si nascondono frizioni personali o insuccessi professionali, bensì una precisa congiuntura di strategie editoriali e dinamiche di mercato che stanno ridisegnando i volti della concorrenza televisiva.
Affollamento interno e la forte corte di Discovery
Il primo motivo dell’esclusione di Montrucchio dai palinsesti Rai, si pensava dovesse succedere a Matano, ma poi hanno ufficializzato il nome di Manuela Moreno, è legato a un puro criterio di sovraffollamento della scuderia maschile di Viale Mazzini. L’ultimo biennio ha visto l’ascesa inarrestabile di figure come Stefano De Martino, ormai saldamente al timone di corazzate come Affari Tuoi, e la tenuta di volti storici e rassicuranti come Marco Liorni, Amadeus e Carlo Conti.

Con spazi d’access prime time e di prima serata blindatissimi dai top player aziendali, per Montrucchio si prospettava il rischio di un posizionamento in segmenti di palinsesto minori o in format non allineati alla sua crescita professionale. I vertici Rai hanno così preferito non vincolare il conduttore a progetti secondari, liberando di fatto lo slot.
La seconda e più accreditata motivazione guarda invece verso Cologno Monzese e, soprattutto, verso i lidi del gruppo Warner Bros. Discovery. Da tempo l’editore del Nove e di Real Time sta portando avanti una campagna acquisti aggressiva e mirata.
Per Montrucchio, che proprio su Real Time ha costruito una parte importantissima della sua credibilità conducendo con ascolti eccellenti titoli cult come Primo Appuntamento e Bake Off Italia – Dolci sotto il tetto, si tratterebbe di un naturale “ritorno a casa” dalla porta principale.
Il mercato televisivo di giugno 2026 suggerisce infatti che per il conduttore siano già pronti progetti cuciti su misura sul Nove, rete che ha assoluto bisogno di volti empatici e trasversali per accendere nuove fasce di palinsesto.
Nessuna bocciatura da parte della Rai, dunque, ma una strategica pausa in attesa di un nuovo capitolo professionale che si preannuncia già centralissimo nella mappa del piccolo schermo italiano.
