Spesso le parole possono ferire più dei comportamenti, soprattutto se pronunciate con cattiveria o per sentito dire. Non sempre ciò che sentiamo dire è vero, ed è per questo che prima di giudicare è sempre meglio conoscere.
Questo lo sa molto bene Marco Masini che, per moltissimo tempo in passato, è stato descritto come una persona in grado di scatenare la sfortuna più nefasta. Ma perché? Proviamo a scoprirlo insieme.
Marco Masini nasce a Firenze nel 1964 e si avvicina al mondo del musica una volta terminati gli studi. Dopo il liceo infatti, comincia a suonare e a cantare in alcuni complessi musicali. Purtroppo però nessuno voleva offrire al povero Marco un’occasione, fino a quando Giancarlo Bigazzi gli commissiona la stesura di colonne sonore da inserire all’interno di film italiani.
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E’ proprio in questo momento che la nomea di Marco Masini comincia a diffondersi e l’artista inizia a duettare con cantanti molto noti in Italia, come ad esempio Raf e Umberto Tozzi. Nel 1990 partecipa al suo primo Festival di Sanremo ottenendo molto successo e da qui in poi la sua popolarità non conosce più battute d’arresto.
Alcuni suoi pezzi però attirarono molte critiche. in quanto ricchi di parolacce e di espressioni non ritenute consone. Per fortuna, con il tempo, anche questo piccolo limite decade e Marco diventa libero di far trasparire la sua personalità in tutti i suoi pezzi.
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Per un breve periodo si è allontanato dalle scene ma, da qualche anno a questa parte, ha deciso di riprendere in mano la chitarra e tornare a fare quello che più ama nella vita. E’ inoltre da poco uscita una raccolta che celebra tutti i suoi brani.
Qualche anno fa Marco Masini è stato accusato di portare sfortuna, proprio come era già successo per Mia Martini. L’uomo ha deciso di raccontare questo aneddoto in un’intervista. Tutto è nato dallo stile che il cantante aveva scelto per portare sul palco le sue canzoni.
Queste erano sicuramente diverse rispetto ai canoni dell’epoca e la presenza di parolacce le faceva passare per qualcosa di sbagliato ed immorale. Da qui la convinzione che i giovani si sarebbero potuti suicidare ascoltando un suo pezzo o molto più semplicemente finire nel tunnel della depressione.
Ovviamente si tratta di ragionamenti stupidi e insensati che lo stesso Marco non ha mai ascoltato, seppur più volte abbia sofferto per questa situazione. Per fortuna il cantante ha saputo fare della sua diversità una carriera e oggi le sue canzoni sono amate e apprezzate da tutti.
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