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Percepivano il Reddito di Cittadinanza senza averne diritto: 5 persone nei guai nel salernitano

Continuano gli accertamenti dei militari dell’Arma finalizzati a verificare la corretta corresponsione del reddito di cittadinanza.

Nella mattinata di lunedì 6 dicembre 2021, al termine di mirati accertamenti e verifiche, i militari della Stazione Carabinieri di Siano hanno deferito in stato di libertà all’A.G. 5 soggetti stranieri, percettori di reddito di cittadinanza, che avevano dichiarato falsamente di essere residenti in Italia da oltre 10 anni, ricavando indebitamente la somma di euro 20.000.

Il militari operanti hanno pertanto proceduto alla comunicazione di tali indebite
corresponsioni all’INPS, che procederà alla revoca immediata del beneficio.

In Campania il 20% dei furbetti del Reddito di Cittadinanza: i dati

Il numero di coloro che percepiscono indebitamente il reddito di cittadinanza in Campania ammonta al 20% del totale su scala nazionale.

I dati resi noti dai Carabinieri della Legione Campania nel corso della conferenza stampa convocata per dare ulteriori dettagli sulle indagini; partite lo scorso mese di maggio, sui percettori del reddito di cittadinanza, e che collocano la Campania tra le regioni dove più alto è il numero delle irregolarità.

Venendo ai dati dell’operazione di ieri l’importo indebitamente percepito in Campania ammonta a oltre 10 milioni di euro. Cinque di questi tra Napoli e provincia, il resto suddiviso tra le altre province.

I nuclei familiari beneficiari della misura in Campania che sono stati passati al setaccio sono 9527, i soggetti 25296. Le irregolarità riscontrate su scala regionale 2806.

I denunciati 1824, di cui 1094 italiani (60%) e 730 stranieri (40%). Dal lavoro portato avanti dai carabinieri emerge un sistema fondato sulle autodichiarazioni mendaci.

«Inevitabilmente – spiega il comandante della Legione Campania Antonio Jannece – la necessità di assicurare nel più breve tempo possibile la misura di sostegno a chi ha bisogno di un aiuto comporta procedure snelle nelle cui maglie si inseriscono i malintenzionati. Il nostro compito è stato quello di passare al setaccio le dichiarazioni. Attraverso un controllo incrociato con la banca dati dell’Inps, verificarne la congruenza. Abbiamo controllato solo un piccola percentuale dei nuclei familiari percettori del reddito. Di sicuro c’è ancora materia su cui fare luce e andremo avanti su questa strada anche nei prossimi mesi».

Redazione Web

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