Pepe in Grani, la migliore pizzeria del mondo è a Caiazzo!

Molte volte i luoghi comuni sono duri a morire, anche se in questo caso, più che morire, si sono spostati a qualche chilometro di distanza. Alla domanda “Dove si trova la migliore pizza del mondo?” il grosso di noi risponderebbe senza esitare neanche un minuto con Napoli, anche se la giuria internazionale guidata dal popolare critico culinario Daniel Young ha appena incoronato come migliore pizzeria del mondo un’attività che si trova nell’Alto Casertano.

Parliamo di Pepe in Grani, che opera a Caiazzo (in provincia di Caserta) e che ha appena ricevuto il prestigioso riconoscimento da una giuria composta da esperti internazionali di 48 nazionalità diverse.  Con buona pace delle pizzerie storiche di Napoli il nuovo re della pizza, piatto che forse più di tutti racconta dell’Italia all’estero, è Franco Pepe.

Scopriamo cosa c’è dietro alla pizza più buona del mondo, orgoglio della nostra straordinaria tradizione gastronomica.

Storia nuova, ma attentissima alla tradizione

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La pizzeria Pepe in Grani di Franco Pepe sicuramente non può vantare gli stessi illustri natali delle pizzerie del centro storico di Napoli, senza che però questo possa essere in alcun modo la base per tacciare il popolare locale di Caiazzo di modernismo: Pepe ha infatti, tra le altre cose, riportato in auge una tipologia di grano da impasto che dal territorio campano era scomparso più di 50 anni fa.

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Attenzione per i prodotti che non si limita però soltanto al grano, ma a tutta la filiera di quello che finisce sulle pizze di Pepe in Grani, con selezione di prodotti a chilometro zero che oltre a garantire la riuscita del prodotto si fa anche promotrice di quelle che sono le grandi tradizioni gastronomiche locali.

Where to eat Pizza, la vera bibbia di questo straordinario piatto

Il premio è stato assegnato in occasione della redazione del volume Where to eat pizza, ovvero dove mangiare la pizza, del critico culinario statunitense Daniel Young, colpendo come un fulmine a ciel sereno la Campania, anche se qualcuno, soprattutto tra i veri amanti della pizza, si spendeva da tempo per fare promozione ad un locale, Pepe in Grani, che aveva già in passato ricevuto importanti riconoscimento.

La location è forse insolita anche se fa sicuramente parte a pieno diritto di quella specificità agro-alimentare campana che si esalta proprio in occasione della preparazione di piatti tanto semplici quanto straordinari, come ad esempio appunto la pizza.

Grande orgoglio Franco Pepe, per una terra spesso bistrattata!

Il casertano è stato purtroppo associato sempre più di frequente a malavita e malaffare, con un’enorme difficoltà per le attività autoctone nello sponsorizzare quelle che sono le innegabili eccellenze del territorio.

Il premio a Franco Pepe arriva proprio a invertire una tendenza che ha colpito durante il casertano e che non poteva che essere citata dallo stesso Pepe in occasione del ricevimento del riconoscimento: “Sono felice che la mia terra spesso criticata, abbia ottenuto il giusto riscatto che meritava”, ha infatti scritto in un accorato post su Facebook, dove ha deciso, e gliene va sicuramente dato merito, di condividere l’importantissimo riconoscimento con il territorio che ha permesso alla sua pizza di essere tanto straordinaria, al punto tale da essere incoronata la migliore pizza del mondo.

Pizzeria Pepe in Grani: un futuro che sa di passato

Quella di Pepe in Grani è un’esperienza che si colloca sicuramente nella nuova stagione della cucina campana, dove il nuovo però viene ricamato a partire dall’antico, quel passato che spesso si era però dimenticato colpevolmente, anche in una regione che fa del rispetto delle tradizioni una delle sue cifre dominanti.

La ricetta commerciale di Franco Pepe, così come lui stesso ammesso, è una ricetta che parte da prodotti semplici e vicinissimi alla pizzeria, per fondere in una pizza non solo la maestria della famiglia Pepe, una stirpe di panificatori da più di tre generazioni, ma anche i profumi, gli aromi e la storia che sono portati in tavola dagli ingredienti che proprio su queste terre crescono.

A 18 chilometri dalla Reggia un nuovo tempio del turismo

Sicuramente la pubblicazione del volume Where to eat Pizza, che ha definitivamente consacrato Pepe come maestro indiscusso della pizza, avrà risvolti anche sul turismo. Chiazzo dista soltanto 18 km dalla Reggia di Caserta e potrebbe affermarsi come autentico tempio di un turismo verso il quale, ancora una volta colpevolmente, ci avviciniamo raramente con la giusta attenzione, quel turismo che può portare gente di tutto il mondo a raggiungere la Campania grazie alle sue straordinarie risorse agro-alimentari.

Per saperne di più sul progetto Pepe in Grani

Progetto, è così che ha deciso di chiamarlo Franco Pepe. Si tratta di quanto ha messo nero su bianco sul sito internet della sua attività e che riassume un po’ la filosofia che ha portato alla nascita di Pepe in Grani. Un palazzo del ‘700, prodotti locali, attenzione per il cliente, garantita anche dalla presenza di pochissimi coperti.

E, perché no, un ossequio alla tradizione più popolare di Napoli e di tutta la Campania, con la possibilità di gustare, oltre alle pizze al piatto, anche la pizza a libretto, autentico sempreverde dello street food made in Campania.

Ossequio alla tradizione che però nel progetto della pizzeria Pepe in Grani di Caiazzo non si è mai trasformato in pigrizia: il maestro pizzaiolo continua a ricercare ingredienti e impasti, pescando in quella che è la sterminata tradizione campana della panificazione e della produzione di ingredienti con un’attenzione particolare anche al recupero della cucina povera campana, povera negli ingredienti ma in grado di finire sui menù dei migliori ristoranti del mondo.