“Pazziamm Ja”: l’arte del divertirsi in cucina nel viaggio dello chef Mimmo Di Raffaele

L’Hotel Caruso, proprietà del Gruppo Belmond ed icona dell’Ospitalità di lusso in Costiera apre ai suoi ospiti le porte e svela i segreti della cucina dell’Executive Chef Mimmo Di Raffaele pubblicando, una raccolta di ricette in cui è racchiusa l’essenza dei piatti della tradizione campana, interpretati con quella visione creativa ed innovativa che da sempre contraddistingue la sua filosofia.

Il libro, dal titolo “PAZZIAMMJA’” inversione in Italiano ed Inglese, è edito da Officine Zephiro e sarà distribuito nelle principali librerie della Costiera e della Campania, nonchè disponibile onlinesuwww.officinedellibro.com,Amazon,IBS, Webster, La Feltrinelli.

Esempio di come la cucina possa essere soprattutto ricerca, esplorazione e passione, il libro è un tributo alla sua arte e alle radici della sua terra attraverso una cucina che resta fedele all’utilizzo di prodotti rigorosamente locali con rispetto imprescindibile per la stagionalità.

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Mimmo nasce a Caserta tra le coltivazioni di frutta, viti e  olivi di una regione che i Romani avevano soprannominato Campania Felix e, divenuto cittadino costiero d’adozione, si lascia ammaliare ed ispirare dall’unicità del territorio che esercita sulla sua cucina un’influenza potente.

«Nella mia cucina troverete solo ingredienti locali, come il limone Sfusato Amalfitano, la colatura di alici e il Provolone del Monaco – spiega lo chef -. In un luogo in cui le montagne si confondono con il mare, penso sia importante proporre piatti che rappresentano questa dualità. È così che il maialino incontra i gamberi, le acciughe o i limoni, stringendo un sodalizio di pura bontà».

E che dire, poi, di piatti come il “Tu vuò fa l’Americano”, lo “Sciuscio napoletano”o la Ravello-Milano solo andata”, nati dai suoi viaggi in giro per il mondo e dalle esperienze fatte lungo la via. Creazioni che si arricchiscono delle rivisitazioni in chiave moderna di quei piatti tramandati fin dall’antichità e che, come la recente scoperta del Termopolio a Pompei ha mostrato, ancora oggi sono presenti nella tradizione.

Al Caruso, con lastagione 2021, abbiamo rinnovato gli spazi dedicati e – con l’idea di creare un nuovo luogo di condivisione e ritrovata convivialità -nasce la “Cucina Esperienziale”; unospazio d’ispirazione e d’interazione diretta con lo Chef, per promuovere la conoscenza del suosapere gastronomico e renderlo così fruibile a tutti.

Nella “Cucina Esperienziale” del Caruso, i confini tra “attore” e “spettatore” si ridefiniscono delineando un nuovo modo di concepire la relazione che si eleva nella condivisione della stessa scena in un reciproco scambio di emozioni.

Incontri autentici, dove la creatività trova la giusta dimensione per liberarsi in forme inaspettate: curiosità culinarie, segreti nascosti, aneddoti sconosciuti legati al passato, attimi di vita, saranno svelati mentre, diretti da un’intera brigata, ingredienti di pregio saranno pronti a trasformarsi in una sinfonia perfetta da ricordare.

La nostra è il posto in cui i piatti nascono già ripieni della capacità di emozionare: il gusto si fonde con le storie dei luoghi che ne rappresentano l’identità, in un connubio dove l’imperativo è mangiare senza dimenticare mai l’importanza di non prendersi troppo sul serio, di giocare… e allora: Pazziamm Ja’!

«Insieme al nostro vice president, Robert Koren, ho fortemente voluto e creduto nella realizzazione di questo progetto che rappresenta la nostra visione dell’ospitalità legata all’autenticità del territorio, delle persone e del buon cibo – dichiara il general manager dell’Hotel Caruso, Alfonso Pacifico -. Il libro si fa portavoce della nostra filosofia e testimone nel mondo dello stile del Caruso, attraverso i nostri ospiti – raccontando un viaggio che parte dal palato per restare nella memoria».

Non resta che mettersi all’opera e sperimentare, divertendosi e riscoprendo il piacere di condividere momenti di meritata spensieratezza, nel calore della propria cucina o magari seduti ad ammirare l’orizzonte dalla terrazza del“Ristorante Belvedere”.