Positano, Parcheggio Mandara: offese razziste ai turisti. La smentita della notizia

La ditta “Mandara” di Positano, attraverso un comunicato stampa diramato dall’avvocato Agostino Amendola, replica in quanto apparso sulle testate giornalistiche della Campania riguardo l’aggressione razzista ai danni di alcuni turisti stranieri perpetrati dai dipendenti della società della città verticale lo scorso 28 luglio.

L’avvocato Amendola scrive di una “inverosimile aggressione” riportata con una arbitraria e ricostruzione dei fatti che contrasta con quanto realmente accaduto quel pomeriggio.

I turisti di nazionalità belga, riferisce Amendola, avevano deciso di custodire i loro veicoli al parcheggio della ditta Mandara. Le tariffe del parcheggio sono esposte in modo chiaro e visibile sia all’interno che all’esterno dell’immobile all’uopo destinato.

Al momento del ritiro dei veicoli i turisti hanno iniziato a contestare il prezzo della sosta che hanno iniziato a credere di essere rimasti vittima di un raggiro, rivolgendosi al personale con l’epiteto di “ladri”.

A questo punto il gruppo di turisti ha deciso di intralciare l’uscita e l’ingresso in garage degli altri turisti nonostante l’invito del personale di spostarsi. All’ennesimo invito dell’addetto al garage di liberare la rampa, rivolto loro dapprima in lingua italiana e poi in quella inglese, il gruppo dei turisti, che si era espresso in precedenza presso la cassa appunto in lingua inglese, faceva intendere di non capire quanto venisse loro riferito perché capace di comprendere solo la lingua francese. 

L’atteggiamento provocatorio e di sfida assunto dai cinque sfociava è sfociato in un’accesa discussione al culmine della quale un dipendente della ditta è stato raggiunto da un violento colpo tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Il reale accadimento dei fatti, chiosa l’avvocato, è appurabile anche dalle riprese delle videocamere di sorveglianza già acquisite dalle forze dell’ordine. Bizzarro il fatto che i turisti, che hanno asserito di parlare solo il francese, abbiano accusato i lavoratori di avergli rivolto offese razzista.

La famiglia Mandara ha poi da sempre avuto dipendenti stranieri e, ancora oggi, almeno otto persone di nazionalità straniera sono impiegate presso le strutture della famiglia Mandara. Tale segno tangibile, conclude l’avvocato Amendola, che si accompagna anche alla adesione alle numerose campagne per le adozioni internazionali a distanza, basta di per sé solo a rischiarire le fosche tinte con le quali si è inteso narrare la vicenda.