Territorio

Palme di confetti: la dolce tradizione sospesa tra storia e leggenda

Le palme di confetti: un’antichissima tradizione che affonda le sue radici nel ‘500 e si rinnova ogni anno, in Penisola Sorrentina in occasione della Domenica delle Palme.

Un vero e proprio rituale, questo, diffuso anche nel versante occidentale della Costiera Amalfitana, a Positano, per annunciare la Primavera e l’arrivo della Pasqua. Un dolce segno di pace in vista delle celebrazioni della Settimana Santa, che da entrambi i versanti dei Monti Lattari sono particolarmente sentite, oltre che espressione della religiosità popolare e dell’identità più profonda del territorio.

Palme di confetti: cosa sono

Si tratta di composizioni che rappresentano ramoscelli di fiori oppure alberelli fabbricati con confetti di vari colori e dimensioni, che vengono disposti a caldo su un sottile filo di ferro zincato, riscaldato alla fiamma di una candela, a mo’ di petali e foglie di un gambo o rametto costituito dal filo di ferro ricoperto con carta velina o crespa e arricchito da fiori, merletti, spighe di grano o altro materiale di fantasia.

Palme di confetti: tra storia e leggenda

La tradizione di fabbricare le palme di confetti, offrendole insieme ai ramoscelli d’ulivo in occasione della Domenica delle Palme risale – come si legge sul portale web dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania che passa in rassegna i Prodotti Agroalimentari Tradizionali del territorio – al XVI secolo quando, secondo la leggenda, i saraceni erano sul punto di compiere un’incursione navale approdando sulla penisola sorrentina proprio il giorno della domenica delle palme.

Mentre tutto il popolo era radunato in chiesa e partecipava alla benedizione dei rami di ulivo prima di armarsi per combattere l’imminente incursione, giunse la notizia che la flotta saracena era naufragata.

La notizia fu, poi, annunciata in chiesa da un pescatore, che portò con sè anche una schiava saracena, unica superstite del naufragio: l’uomo l’ aveva incontrato sulla spiaggia, dove era stata trasportata dalle onde.

La donna, in segno di ringraziamento per essere stata salvata dalla morte e dalla schiavitù, chiese di diventare cristiana ed offrì al popolo ed al prete i confetti che portava dal suo paese in un sacchetto legato al collo.

Da allora le palme di confetti servono, insieme al rametto di ulivo, per la benedizione che il prete fa al popolo il giorno della domenica delle palme.

Andrea Bignardi

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