Palazzo Venezia a Napoli: Origine, Storia e Curiosità sull’Edificio

Foto Umberto Romano

Palazzo Venezia si trova in via Benedetto Croce, nel cuore del centro storico di Napoli.

Lo potete rintracciare a pochi metri dalla Chiesa di Santa Chiara e da quella del Gesù Nuovo.

E’ davvero un luogo di visita da non perdere se si vuole conoscere uno degli angoli più caratteristici della città.

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Capiamo la sua storia e come è fatto. .

Palazzo Venezia a Napoli: Origine, Storia, Descrizione

Descrizione del Palazzo

Dall’esterno si entra immediatamente in un cortile che ha una struttura su tre facciate che dà a sua volta accesso agli ambienti residenziali e a quelli utilizzati per mostre ed eventi.

Da segnalare è anche la presenza di un caratteristico giardino pensile con la casina pompeiana al primo piano.

Da lì si apre anche nei giardini antistanti una piccola cappella denominata “grotta della Madonnina”.

Sempre al primo piano è oggi possibile visitare gratuitamente un appartamento storico.

Qui si tengono spesso esposizioni di presepi, rassegne musicali e laboratori vari, dal corso di fotografia a quello di inglese.

Sulla terrazza, che affaccia sul cortile, ci si può fermare per fare un aperitivo o bere un caffè, mentre si ascoltano i suoni tipici della città.

Palazzo Venezia, Napoli: un pò di Storia

Il palazzo visse il momento di massimo splendore tra il XV secolo e il XVI secolo.

Nel 1443 Alfonso d’Aragona ribadì la concessione dello stabile alla Repubblica di Venezia, cacciando quindi Amerigo Sanseverino, conte di Capaccio.

Quest’ultimo infatti occupò l’edificio rivendicandone un diritto di eredità in occasione della fuga dei diplomatici della Serenissima a causa del conflitto di successione al trono di Napoli tra Renato d’Angiò e Alfonso V.

A metà del Cinquecento lo stabile cadde in completa rovina ed un certo Giuseppe Zono, per decreto del senato veneto, s’incaricò di restaurarlo ed abbellirlo nel 1610.

Lo stesso Zono fece apporre una lapide in latino sul restauro effettuato.

Il palazzo fu restaurato nuovamente nel 1646 su volontà di Pietro Dolce, come testimonia una seconda lapide apposta nel cortile.

Ad operare furono Cosimo Fanzago e Bartolomeo Picchiatti e proprio a questo periodo risalgono probabilmente i lavori di realizzazione dello scalone monumentale, poi ampliato nel corso degli inizi del Settecento.

Durante la peste del 1656 il palazzo fu abbandonato dagli ambasciatori veneti e pertanto utilizzato come deposito di cadaveri.

Dopo il disastroso terremoto del 5 giugno 1688 il palazzo, gravemente danneggiato dal sisma, si ristrutturò interamente per opera di Antonio Maria Vincenti.

Un’altra lapide ricorda un successivo rimaneggiamento dovuto a Cesare Vignola.

Ancora, un’ulteriore iscrizione riporta che la Repubblica di San Marco incaricò sempre il Vignola di rifare il giardino pensile.

Una sala interna di Palazzo Venezia a Napoli

Il ‘700 e ‘800

Nel 1756 avvenne infatti la cessione di un’ala dell’edificio, occupata dai giardini, al principe Filomarino di Roccella, proprietario dell’attiguo palazzo Filomarino.

Arrivati al 1797 il palazzo cessò di essere sede dell’ambasciata veneta a Napoli.

Nel 1816 lo stabile entrò nelle proprietà dell’Impero austriaco a seguito del Trattato di Campoformio prima e del congresso di Vienna poi.

Successivamente fu quindi ceduto al giurista Gaspare Capone, che dopo averlo acquistato per 10.350 ducati provvide ad inserire ancora una lapide in ricordo di un ennesimo rifacimento.

Esso aveva il fine di adeguare la struttura alle tendenze artistiche dell’epoca.

A questo periodo risalgono i rifacimenti dei giardini e l’edificazione della casina pompeiana al piano nobile.

Invece, sulla volta dell’androne dopo il portale d’ingresso esterno, si dipinse lo stemma del marchesato dei Capone.

Palazzo Venezia a Napoli Oggi

L’imprenditore napoletano Gennaro Buccino ha riaperto al pubblico le sale del palazzo in occasione del “Maggio dei monumenti 2009”.

Queste sale le ha poi adibite all’organizzazione di serate, eventi musicali e mostre con lo scopo di promuovere la cultura, la tradizione, così come l’ingresso di nuovi artisti nel panorama partenopeo attraverso l’esposizione nel palazzo delle loro opere.

Alcuni esempi degli eventi ospitati nella struttura sono la mostra di artigianato artistico “La nascosta meraviglia”, la presentazione della prima mostra della neonata associazione Napolarte, dal titolo “I mille volti dell’arte”.

Ancora, lo spettacolo “Un marito ideale” di Oscar Wilde, diretto dal giovane Gianluca Masone e la proiezione del cortometraggio “Liliana”, basato sulla relazione tra Antonio De Curtis e Liliana Castagnola, diretto da Emanuele Pellecchia.