Palazzo del Monte Pietà, Napoli: Origine e Storia dell’Edificio

Foto Rispoli Domenico Anna Avallone

Nel Centro Storico di Napoli, lungo la più suggestiva strada delle città storiche del mondo, in Via di San Biagio dei Librai 114, sorge il Palazzo del Monte Pietà.

All’interno dell’edificio, accessibile dal cortile interno, vi è l’omonima cappella.

Palazzo del Monte Pietà a Napoli: Origine e Storia

Il Palazzo del Monte Pietà fu fondato nel 1539, dopo un decreto di Carlo V che scacciava gli ebrei dediti allo strozzinaggio.

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Lo edificarono alcuni nobili napoletani (Aurelio Paparo, Gian Domenico di Lega e Leonardo di Palma Castiglione) per combattere l’usura elargendo prestiti senza scopo di lucro.

In realtà, i documenti dell’archivio storico del Banco di Napoli segnalano che le attività del Monte Pietà andrebbero retrodatate al 1538 e che il rapporto con la cacciata della comunità ebraica da Napoli, avvenuta nel 1539, sarebbe solo apparente.

Nel 1574 Berardino Rota lasciò, come da testamento, una cifra di cinquecento ducati al Monte.

Si costituì una confraternita per la gestione del Monte Pietà che ebbe come prima sede, nel 1592, il Palazzo Carafa d’Andria.

Poi, per insufficienza di spazio fu necessario acquistare un nuovo edificio che rispondesse alle nuove esigenze dell’istituzione.

La scelta cadde sul palazzo di Girolamo Carafa.

Tra il 1597 e il 1603 Giovan Battista Cavagna, con la collaborazione dei capimastro Giovan Giacomo Di Conforto e Giovanni Cola di Franco, realizzò il palazzo con annessa cappella in stile manierista.

Il progetto tenne conto anche dei problemi urbanistici e architettonici riguardanti l’insolazione dell’edificio.

Durante la rivolta di Masaniello, grazie all’intercessione di Giulio Genoino, fu risparmiato dagli incendi dei rivoluzionari.

Nel 1730 fu acquistato, da parte del Banco, un appartamento di Tommaso Minerba, ma nel 1786 fu vittima di un incendio, mai chiarito, che distrusse l’archivio del Banco e buona parte di oggetti pignorati.

Dall’incendio si salvò la cappella.

La Cappella di Palazzo Monte Pietà a Napoli – Foto Cira De Sanctis

Palazzo del Monte Pietà, Napoli: Descrizione

Il piano nobile del palazzo del Monte Pietà, separato dai sottostanti attraverso una massiccia trabeazione, presenta una sequenza di finestre con timpani alterni in piperno.

Appena sopra si apre un altro piano ammezzato con finestre quadrangolari.Il portale, con elementi a bugne, è di ordine dorico

L’atrio, a sei campate sostenute da pilatri rivestiti di piperno, consente l’ingresso al cortile.

Il cortile è caratterizzato delle facciate della cappella e della controfacciata del palazzo.

Quest’ultima si ripresenta come un arco di trionfo a tre fornici.

La facciata della cappella invece s’ispira alla facciata della chiesa di Sant’Andrea sulla Flaminia di Jacopo Barozzi da Vignola.

Ai lati del portale d’ingresso, tra due coppie di lesene ioniche, si aprono due nicchie.

All’interno, le statue di Pietro Bernini che rappresentano la Carità e la Sicurezza.

Nel timpano la Pietà di Michelangelo Naccherino con due angeli di Tommaso Montani.

L’interno della cappella è un capolavoro di indescrivibile eleganza.

Vi troviamo i raffinati affreschi della volta, realizzati da Belisario Corenzio, le pale d’altare di Ippolito Borghese, Girolamo Imparato e Fabrizio Santafede (sua è la splendida Deposizione dell’altare maggiore).

Da notare anche i ricercati stucchi dorati invitano a esplorare i vari ambienti ancora integri e pregni di splendore.