Palazzo del Banco di Napoli, o Palazzo Piacentini: Origine e Storia

Foto Stefano Esposito

Chiunque sia passato per via Toledo a Napoli sarà rimasto colpito dalla maestosità del Palazzo Piacentini, più noto come Palazzo del Banco di Napoli.

Ripercorriamo la storia di questo edificio.

Palazzo del Banco di Napoli, o Palazzo Piacentini a Napoli: Origine e Storia

La sua costruzione, nell’aspetto attuale, risale al 1939, in piena epoca fascista.

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All’epoca l’architetto Marcello Piacentini progettò l’ampliamento del Palazzo dei Ministeri del Regno dei Borbone, costruito nel 1819 da Stefano Gasse, insieme agli architetti Antonio De Simone e Vincenzo Buonocore.

Lo fece su un’area che precedentemente ospitava il monastero della Concezione, una zona ospedaliera e la chiesa di San Giacomo degli Spagnoli.

Il palazzo, a forma quadrangolare, era dotato di una galleria di passaggio interno in ferro e vetro che metteva direttamente in contatto piazza Municipio con via Toledo.

Infatti le due strade che delimitavano il palazzo rispettivamente a sud e a nord.

Negli anni trenta del XX secolo in pieno regime fascista, quando Giuseppe Frignani era direttore della banca, in occasione dei quattrocento anni dalla fondazione del Banco fu decisa la costruzione di una nuova sede.

Quindi si demolì la parte settentrionale di palazzo San Giacomo, dove aveva sede l’Intendenza di Finanza, e la gran parte della galleria del Gasse.

Il progetto venne affidato a Marcello Piacentini (già un affermato architetto ed urbanista).

Egli, nella lavorazione degli spazi, seppe dimostrare un particolare ed accentuato classicismo.

Adottò soprattutto il metodo del chiaroscuro, assumendo tinte diverse a seconda degli ambienti.

Particolare importanza assumono gli ambienti del secondo piano dell’edificio.

Tra questi spicca il salone delle assemblee con i suoi finestroni e il rivestimento con marmi provenienti dall’Etiopia.

Negli anni ottanta del Novecento il prospetto fu avanzato su progetto di Nicola Pagliara, che vi aggiunse due fontane.

La facciata del Palazzo del Banco di Napoli – Foto Stefano Esposito

Palazzo Piacentini o Palazzo del Banco di Napoli: Descrizione

L’atrio, scandito da quattro colonne di granito rosso che raggiungono i 9 metri di altezza, ospita al centro una vetrata artistica.

All’epoca della sua realizzazione era considerato il più grande tra quelli esistenti negli istituti bancari di tutto il mondo e consentiva l’allineamento di ben quaranta sportelli per le operazioni.

L’interno è incentrato intorno al grande salone a tripla altezza, chiuso da un lucernario che dà luce all’intero ambiente, di ben mille metri quadrati di superficie.

Al centro del lucernario spiccano ancora oggi due tavoli, ricavati ciascuno da un unico blocco di marmo.

Particolare importanza assumono gli ambienti del secondo piano dell’edificio, tra i quali spicca il salone delle assemblee con i suoi finestroni e il rivestimento con marmi provenienti dall’Etiopia.

Il Palazzo ospita alcuni dipinti della seconda metà del XVIII secolo raffiguranti Maria Carolina, regina di Napoli, e Ferdinando IV di Borbone, re di Napoli.

Vi è anche un arazzo raffigurante Diana Cacciatrice, opera di John Vanderbank, insieme ad alcuni pregevoli dipinti e acquerelli ottocenteschi.

Tra essi spicca soprattutto una vasta tela di Luca Giordano raffigurante il Ratto di Elena.