Palazzo Carafa a Napoli: Origine, Storia e Curiosità sull’Edificio

Foto Giuseppe Diodati

Su via San Biagio dei Librai, a pochi passi dalla famosa strada dei presepi, via San Gregorio Armeno a Napoli, si trova il monumentale Palazzo Carafa.

Scopriamo insieme la storia di questo antico palazzo nobiliare.

Palazzo Carafa, Napoli: Origine e Storia

Venne fatto costruire nel XV secolo proprio da Diomede Carafa, primo conte di Maddaloni e personalità di spicco della corte aragonese.

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La costruzione è un tipico esempio di architettura rinascimentale napoletana, molto simile, per quanto riguarda la facciata, al vicino Palazzo Petrucci.

Palazzo Diomede Carafa conserva ancora oggi al suo interno un cospicuo numero di statue e di rilievi.

Nel cortile, in particolare, è presente la famosa Testa di Cavallo, copia in terracotta dell’originale bronzeo.

Quest’ultimo faceva parte di un monumento equestre che Donatello non ultimò mai per il re Alfonso V d’Aragona e ospitato nel Museo Archeologico Nazionale.

Essendo oggi utilizzato a scopo residenziale, purtroppo è possibile ammirarlo soltanto dall’esterno.

Il palazzo è un “palazzo a blocco” privo di partizioni verticali ed interamente rivestito da bugne in tufo giallo e pietra grigia che si alternano tra loro, di gusto ancora medievale.

Palazzo Carafa a Napoli: Descrizione

La facciata si caratterizza anche per le finestre trabeate del piano secondo “nobile” e per il grande portale quadrato in marmo bianco, tipico del rinascimento napoletano nonché simile a quello di palazzo Petrucci.

Il portale presenta una corona rotonda di foglie di alloro che sporge sul piano liscio dell’architrave.

Più sopra, nella fascia centrale della trabeazione sono presenti del fregi che riportano i simboli della famiglia Carafa, gli stemmi familiari e la stadera.

Questi si ripetono anche sui dodici battenti del portone ligneo quattrocentesco sottostante mentre agli angoli interni del portale sono due angeli reggenti lo scudo familiare.

La trabeazione è sorretta da mensole laterali e sostiene sulla cornice busti che raffigurerebbero gli imperatori Claudio e Vespasiano, mentre al centro si apre una nicchia con la statua di Ercole.

Sui due vertici alti dell’edificio, infine, sono scolpiti agli spigoli della facciata principale i volti di Diomede Carafa e di sua moglie.

L’interno vedeva un cospicuo numero di statue e rilievi che decoravano le pareti del cortile e della scalinata.

Di queste sono  oggi rimasti solo alcuni fregi lungo lo scalone e lo stemma nobiliare in alto nella parete di fondo, sotto il quale è il resto di un affresco entro una nicchia.

Sulla sinistra del cortile dopo l’androne si apre lo scalone di accesso, mentre lungo la facciata interna si scoprono sotto l’intonacatura gli archi a tutto sesto con colonne ottagonali.

Questi elementi rimandano al palazzo medievale preesistente e che sono riconducibili allo stile del cortile del Maschio Angioino.