Paestum: si scopre la “seconda vita” del Tempio di Nettuno

Risalirebbe ai secoli IV -III l’enigmatico edificio nei pressi del tempio di Nettuno a Paestum noto come “Casa dei Sacerdoti”.

L’edificio risalirebbe quindi alla “seconda vita” del tempio più famoso della Magna Grecia, edificio di cui si ignora la funzione.

I dati recuperati nella prima campagna di scavo, che si è conclusa il 10 aprile 2019, fanno intuire che l’edificio – con un impianto irregolare e pavimenti in grandi basoli – fu eretto tra IV e III sec. a.C., cioè tra la fase lucana e quella romana.

Anticipazioni Una Vita di mercoledì 17 aprile: Diego e Blanca vogliono partire

Durante la puntata di ieri Diego spera che Blanca può tirare un sospiro di sollievo dopo aver visto un Samuel violento. La ragazza ha evitato...

“In quell’epoca – dice il Direttore del Parco Zuchtriegel – c’erano ancora dei Greci a Paestum, ma chi comandava erano altri: prima i Lucani, poi i Romani. E con loro inizia quello che possiamo definire la ‘seconda vita dei templi’, i quali rimangono in uso, ma subiscono una rivisitazione. Non solo Hera diventa Giunone, Athena si ribattezza Minerva, ma anche la ritualità viene adattata ai nuovi patroni. Pare che la ‘Casa dei Sacerdoti’ sia da inquadrare in questo processo di rivisitazione dell’antico santuario greco”.

Lo scavo ha evidenziato ( si legge in un comunicato del Parco Archeologico di Paestum) come, dopo una prima fase lucana e romana, l’edificio ha subito un’importante intervento di ristrutturazione nel II secolo a.C. Un pozzo che originariamente fu allestito in uno degli ambienti venne chiuso con materiali di risulta e resti di animali, forse sacrificali, mentre in vari punti l’antico pavimento in basoli di travertino o terra battuta fu coperto da un pavimento in cocciopesto, che nella sala Sud è decorato con linee che formano rombi.

Incerta invece la relazione tra un focolare o forno scoperto al centro di uno degli ambienti e l’edificio, dal momento che gli archeologi si sono imbattuti in una stratigrafia sconvolta da vecchi interventi degli anni ’50 del secolo scorso, mai documentati.

I fondi per avviare le ricerche sono arrivati grazie a una cena organizzata da Barbara Guerra e Albert Sapere delle Strade della Mozzarella, che si è tenuta proprio a Paestum lo scorso mese di luglio con chef di fama internazionale, tra cui Massimo Bottura che ha messo a disposizione gratuitamente la sua professionalità a sostegno dei progetti del Parco.

“Ora però servono ulteriori fondi – annuncia il direttore – perché come spesso accade, lo scavo ha posto più domande di quante ne abbia risolte. Intanto ringrazio gli archeologi e gli operai che hanno lavorato sotto gli occhi di migliaia di ragazze e ragazzi che sono passati da lì. Abbiamo deciso di scavare pubblicamente, cioè senza schermature, con visite al cantiere ogni giorno per il pubblico presente negli scavi. E’ la sintesi della nostra missione: condividere la ricerca e la conoscenza con tutti”.