Operazione Avalanche: a Tramonti gli americani trasformarono una locanda in ospedale

La macchina del tempo, per questo nostro viaggio nella storia, ci catapulta nel 1943 precisamente al 9 settembre. I militari americani da poco sbarcati a Maiori mossero i primi passi verso Tramonti. L’obiettivo dei Rangers era quello di conquistare il Valico di Chiunzi, punto strategico per il controllo dell’agro-nocerino.

I Rangers giunsero quasi senza problemi nella frazione Pietre di Tramonti, visto che il numero di tedeschi incontrati per strada era stato veramente esiguo. Giunti dinanzi al piazzale della chiesa di San Felice, alcuni soldati si accamparono, costruendo il dormitorio proprio all’interno della chiesa.

In un primo momento gli abitanti del borgo collinare della Costiera Amalfitana era stati assaliti dalla paura; dal timore di ulteriori battaglie e di spargimento di sangue. Dopo solo poche ore, nonostante le ovvie difficoltà nella comunicazione, i Rangers riuscirono a fare comprendere ai tramontani le loro buone intenzioni, anche attraverso dei gesti semplici, come regalare del cioccolato ai bambini o donare agli adulti il cibo in scatola.

Cominciò da qui un’operazione di “pulizia”, con i mortai che da San Felice batterono circolarmente tutta la campagna, per ripulirla da eventuali postazioni tedesche. Un altro plotone di militari americani continuò dritto verso il Chiunzi, così da poterlo scavalcare il prima possibile. Raggiunta la vetta gli americani incontrano le prime grandi difficoltà. I cannoni dei tedeschi appostati a Corbara cominciarono a sparare senza sosta, a distanza di poche ore vi fu uno scontro ravvicinato, con ingenti perdite di uomini da ambedue le parti.

Si creò quindi una fase di stallo e gli americani furono costretti, almeno momentaneamente, a rimanere sul Valico di Chiunzi. Proprio qui vi era una casa rurale, tutt’uno con la nuda roccia, adibita a cantina per i carrettieri e pastori di passaggio, di proprietà della famiglia Coccorullo. Giudicata in posizione strategica sulla prima linea, fu requisita dal capitano Emil Schuster, e trasformata in quello che passò alla storia come “Fort Schuster”.

Una cantina adibita ad ospedale per i soldati, al cui interno le sorelle Candida e Olga Coccorullo, insieme ad altri volontari del paese, cercavano di dare ristoro e protezione ai Rangers. I militari feriti negli scontri con i tedeschi venivano adagiati al piano superiore della struttura, mentre al pian terreno vi era una cucina con le vivande necessarie per la sussistenza dei militari stessi. D’altra parte gli americani ripagavano la generosità di chi li ospitava, donando loro “i dollari”, moneta che probabilmente molti degli interessati neanche conoscevano.

La battaglia continuò per alcuni interminabili giorni, nei quali i soldati americani rimasero sul Valico di Chiunzi. A sbloccare la situazione un manipolo di partigiani che scalarono il Chiunzi dalla parte dell’Agro, eludendo le pattuglie tedesche e consegnarono agli ufficiali americani un plico del loro sindaco che dava il via libera. I Rangers americani, grazie anche all’arrivo di alcuni rinforzi, riuscirono ad abbattere la resistenza tedesca entrando così a Nocera, Pagani ed Angri. Dopo l’abbandono degli americani “Fort Schuster” si trasformò in una locanda e successivamente in un ristorante di successo: “La Violetta”. Quest’ultimo, gestito per più di un trentennio dalla famiglia Coccorullo, negli ultimi anni è passato nelle mani di Lucia Bove, e continua ad ospitare i tanti passanti che affollano Tramonti e la Costiera Amalfitana, e perché no anche molti turisti americani, appassionati di storia, che lo ricordano come “Fort Schuster”.

Racconto tratto da: “Salerno nella storia. 1943 i racconti di Avalanche”, edito da “Il Mattino”
Foto di Robert Capa
Si ringrazia per la fondamentale collaborazione Luigi Giordano