P.O. “Costa d’Amalfi”: Tc guasta e carenza di personale. I disagi contro cui combattono i medici

Sovraffollamento dell’utenza, guasti frequenti degli apparecchi radiologici e carenza di personale.

Sono queste alcune tra le maggiori criticità che, come ogni estate, si verificano nel Presidio Ospedaliero “Costa d’Amalfi” di Ravello, incluso nell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni Di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno.

Come riporta l’edizione odierna del quotidiano “La Città”, con l’ingresso nel vivo della stagione turistica, i disagi per i pazienti che affollano il presidio con le esigenze più disparate sono sempre maggiori.

L’ultimo, in ordine cronologico, è stato dato dal guasto dell’apparecchio Tc, necessario per consentire una diagnosi adeguata ai numerosi traumatizzati che giungono a Castiglione, soprattutto in seguito ad incidenti stradali che si verificano lungo la Statale 163.

L’apparecchio, purtroppo, è infatti datato e ha bisogno di lunghe pause tecniche per poter funzionare correttamente. Nonostante le numerose segnalazioni, non sarebbe mai stato sostituito.

Il presidio, inoltre, resta sprovvisto di chirurgo generico nel caso in cui ci sia la necessità – praticamente quotidiana – di accompagnare pazienti più gravi in ospedali più attrezzati come quelli di Salerno, Cava de’Tirreni e Nocera Inferiore.

Il trasbordo di pazienti in codice rosso, infatti, prevede spesso l’impiego dell’ambulanza medicalizzata.

Soprattutto da aprile a novembre, infatti, complice l’aumento vertiginoso dei flussi turistici, gli accessi al pronto soccorso lievitano, senza che ci sia un’organizzazione della struttura tale da gestire un fenomeno così rilevante.

Nonostante gli sforzi davvero encomiabili degli operatori sanitari, infatti, le difficoltà che sono costretti a patire sono tantissime: certamente fuori luogo, troppe per un ospedale che, data la vocazione turistica della Divina, dovrebbe offrire molte più risorse, sia umane che fisiche, per gestire emergenze sanitarie di ogni tipo.

Come si evince dall’articolo, infatti, l’impressione degli operatori sanitari, in particolare durante la notte e nei giorni festivi, è quella di trovarsi in un presidio ospedaliero con le caratteristiche di una guardia medica.