Territorio

Galleria Maiori-Minori, contrari anche i No Dep: “E’ il momento del coinvolgimento”

L’opposizione alla Galleria Maiori-Minori si allarga e coinvolge anche il Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana”.

La realtà associativa, già particolarmente attiva nel contrasto alla realizzazione del depuratore nella città di Maiori, mostra ora le sue perplessità anche sulla costruzione della galleria, contro la quale il capogruppo dell’opposizione a Minori Fulvio Mormile sta lavorando per la messa a punto di una proposta di referendum abrogativo.

In particolare, gli attivisti del comitato hanno criticato in modo aspro quanto affermato dall’Anas nel bando della gara d’appalto per il tunnel Maiori-Minori, nel quale si menzionavano i potenziali “benefici per la circolazione stradale” per l’intero territorio della Costiera Amalfitana.

Un paio di semafori intelligenti potrebbero risolverebbero certi problemi anche di attesa, ma è lo stesso che per il depuratore e il MUDS troppo semplice – hanno commentato i membri del comitato Tuteliamo la Costiera Amalfitanaè un peccato non spendere 18 più 18 milioni di euro, per non risolvere“.

Gli attivisti del Comitato hanno anche evidenziato l’assenza di una mobilitazione dal vivo contro la costruzione sia della galleria che del depuratore, a differenza di quanto accadde, in passato, per le potenziali perforazioni petrolifere nel golfo di Salerno, contro le quali si arrivò addirittura ad una serrata da parte di una nutrita delegazione di commercianti.

Adesso si pensa, in buona fede – hanno continuato gli attivisti – di risolvere con un like sotto un post dal pc di casa e questa vita digitale, che si tramuta in assenza fisica, fa il gioco di chi procede con la delicatezza di un carro armato nella rovina della costiera“.

Il Comitato No Dep ha auspicato, dunque, un maggiore coinvolgimento da parte della società e della politica locale contro la costruzione di due opere, come la galleria ed il depuratore, giudicate da una parte della cittadinanza come inadeguate a risolvere le esigenze delle città costiere tanto in termini di ambiente quanto di viabilità, stigmatizzando il “tutti contro tutti” che, purtroppo, in molti casi, ha visto il predominio.

Se qualcuno dovesse pensare che il Comitato, comitatino per qualcuno – ha, infatti commentato Gaetano Cantalupo, uno dei principali membri dell’organizzazione No Dep – oltre ad essersi assunto l’onere di studiare e informare, a volte cercando ausili consulenziali volontaristici e gratuiti, dopo aver smascherato le bugie di chi doveva tutelare dalle istituzioni la collettività, si possa impelagare, solitario e nelle persone dei singoli componenti, in questioni legali complesse mentre forze economiche e sociali, con interessi milionari rispetto al turismo e al futuro di questo territorio, stanno alla finestra, se qualcuno lo dovesse pensare è fuori di testa“.

Per quanto ci riguarda abbiamo fatto il nostro dovere, esprimendo un ruolo di cittadinanza attiva, e siamo sempre e comunque disponibili a collaborare con chi dalla politica e dalle istituzioni voglia rappresentare le istanze che intendiamo promuovere con le nostre iniziative, senza alcuna preclusione – ha continuato Cantalupo, auspicando la costituzione di un campo largo nel promuovere eventuali azioni legali contro le opere – Lo si chiami come si vuole ma è il momento del coinvolgimento: politica, imprese, commercianti, cittadini. Tutti quelli che sono contrari a queste folli opere si devono coordinare, e organizzare con le proprie rappresentanze se esistono. Non ci sono altre strade, né masanielli di turno disponibili. Altrimenti vuol dire che chi è contrario come noi del comitato rappresenta una esigua minoranza, più che interessi diffusi, che non può ostacolare la volontà della maggioranza rappresentata da chi porta avanti depuratore e galleria“.

Non è detto che la maggioranza abbia ragione ma ha il democratico potere di realizzare quanto ritiene giusto – ha concluso CantalupoIn sintesi, o ci si organizza o si tace. E’ l’ora della politica e delle rappresentanze sociali. Noi ci siamo! attendiamo gli altri“.

Andrea Bignardi

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