Legambiente, crisi climatica. I dati del rischio in Campania

Domani a Napoli lo sciopero globale per il clima. Nel capoluogo eccesso di mortalità attesa fino al 26%. I dati diffusi da Legambiente. Eventi avversi: tre accaduti in Costiera Amalfitana dal 2010.

Approvare entro fine anno il piano nazionale di adattamento alla crisi climatica, in stand by dal 2018. Ma, anche, praticare politiche territoriali di prevenzione del rischio idrogeologico, con una legge nazionale contro il consumo di suolo e interventi di delocalizzazione. Questi i principali punti all’ordine del giorno domani a Napoli. Nel capoluogo e in tante altre piazze d’Italia domani ci sarà lo sciopero globale per il clima a cui parteciperà anche Legambiente attraverso i propri circoli e con i giovani del progetto #Youth4planet.

Con la crisi climatica non si scherza, si può anche morire. Non è il trailer di un film apocalittico ma la realtà dei fatti. Servono interventi non più rimandabili. Secondo i dati del report del Sistema Hhww e della sorveglianza della mortalità associata alle ondate di calore (fonte Ministero della Salute) elaborati da Legambiente aggiornato al 15 agosto, nel mese di luglio l’eccesso di mortalità nella città di Napoli è stato del 26%. Centocinquantanove morti in più delle previsioni.

Per la città di Napoli sono state evidenziate sei giornate da bollino rosso caldo intenso e dieci da bollino giallo con una temperatura superiore alla media di periodo di circa 2.5°C.

Anche la Campania è sempre più colpita da eventi climatici estremi: bombe d’acque, come quella marchigiana, ma anche trombe d’aria, ondate di calore, forti siccità, grandinate sono ormai in forte aumento, colpendo soprattutto le aree urbane e causando danni ai territori e rischi per la vita dei cittadini. Stando ai dati aggiornati dell’Osservatorio Città Clima curato da Legambiente in Campania nel 2022 ( dati parziali) sono stati registrati 8 eventi estremi di cui 3 tra Salerno e provincia, 2 nella provincia di Napoli, 1 nella provincia di Avellino, 1 in quella di Benevento e 1 in quella di Caserta. Di questi 6 legati a fenomeni di precipitazione intensa e due, invece, dovuti al forte vento.

Dal 2010 – in Campania sono stati registrati ben 90 eventi estremi di cui 21 solo a Napoli. Nel dettaglio 30 eventi di allagamenti da piogge intense, 28 danni da trombe d’aria, 15 danni ad infrastrutture da piogge intense, 4 da esondazioni fluviali e frane da piogge intense, 5 danni dovuti a forte mareggiate.

La Costiera Amalfitana – Sono tre gli eventi avversi gravi registrati in Costiera Amalfitana dal 2010 ad oggi. Due di questi a Maiori nel 2018 e 2019. Nel primo caso una perturbazione di pochi minuti causò lo sradicamento di alberi, in particolare verso la località Costa d’Angolo, sul lato estremo del lungomare. Il maltempo proveniente causò anche danni a una struttura.

Nel 2019, invece, una tromba d’aria danneggiò gli stabilimenti balneari, costringendo i turisti in visita a rifugiarsi negli esercizi commerciali.

Ma è ad Atrani che si ebbero i danni maggiori, con l’esondazione – nel 2010 – del fiume Dragone -. Smottamento di fango e pietrisco travolsero diverse auto e causarono un decesso.