Il legame tra cinema e gaming si sta facendo sempre più solido, tanto da rappresentare una delle tendenze maggiormente interessanti nel mondo dell’intrattenimento. A partire dalle celebrazioni giovanili del Festival di Giffoni, in cui l’immaginario audiovisivo incontra le nuove tecnologie, emerge chiaramente come queste due realtà non siano più mondi separati. Entrambi si influenzano reciprocamente, creando un linguaggio ibrido e condiviso: approfondiamo l’argomento.

Come il cinema accoglie il gaming?

L’avvento dei moderni casinò online e più in generale delle soluzioni di intrattenimento digitale ha registrato la contaminazione di due mondi all’apparenza lontani, ma in realtà molto più vicini di quanto non si possa pensare: gaming e cinema.

Il cinema ha progressivamente iniziato a inglobare il linguaggio del gioco in forme diverse, tra cui i giochi da tavolo, le lotterie e, più recentemente, le slot machine ispirate ai grandi successi cinematografici.

Il franchise di James Bond, ad esempio, con i suoi 25 film, 30 videogiochi e numerosi giochi da casinò, ha consolidato un’identità ibrida capace di viaggiare tra schermo e interazione. Il suo Gaming Index di 7.2 testimonia un’elevata capacità di adattamento e attrattività su diversi canali.

Altri casi emblematici sono rappresentati da Jumanji e Breaking Bad. Il primo, grazie all’intramontabile film del 1995 con Robin Williams, ha generato un filone duraturo di sequel, giochi di società e slot online. La slot Jumanji di NetEnt, lanciata nel 2018, ha saputo ricreare fedelmente l’atmosfera esotica e avventurosa del film. Breaking Bad, al contrario, è uno dei rari casi in cui una serie TV ha ispirato un prodotto iGaming: una slot machine tematica che riprende personaggi e ambientazioni della serie, diventata un cult mondiale.

Osservando un ambito cinematografico puro, il gaming ha lasciato il segno con sceneggiature influenzate dalla logica videoludica attraverso delle narrazioni non lineari, ambientazioni esplorabili, protagonisti fortemente interattivi. La grammatica del gioco contamina la narrazione filmica, offrendo agli spettatori un’esperienza visiva immersiva e dinamica.

Festival di Giffoni, la correlazione tra cinema e gaming

Il Giffoni Film Festival, da sempre attento alle evoluzioni culturali dei giovani con titoli proposti di alto livello, ha progressivamente aperto le sue porte al mondo del videogioco.

Il punto d’incontro tra gaming e cinema non è recente, l’adattamento di opere cinematografiche in videogiochi risale già agli anni Ottanta. Con il tempo la pratica di adattare film a giochi ha preso una direzione più strutturata, generando delle versioni videoludiche con fortune alterne, spesso condizionate da problemi tecnici, licenze gestite con superficialità o aspettative troppo elevate da parte dei fan. Parallelamente, si è provato anche il percorso inverso, ovvero rendere i videogiochi in film, con esiti altrettanto controversi.

Oggi, cinema e gaming si osservano, si influenzano e spesso si integrano, a livello narrativo, produttivo e commerciale, come dimostra la crescente attenzione rivolta al tema in ambito festivaliero e istituzionale.

Adattamento e divertimento tra cinema e gaming

 

Le modalità di adattamento tra cinema e videogiochi si distinguono principalmente in due approcci: la trasposizione fedele e l’adattamento interpretativo. Nel primo caso, si cerca di replicare il più possibile la trama e l’estetica dell’opera originale.

Nel secondo tipo di adattamento si sceglie di reinterpretare liberamente l’opera, mantenendone solo alcuni elementi centrali. Un intreccio creativo che si pone quale strategia commerciale per estendere la longevità dei brand, fidelizzare le community e coinvolgere nuovi pubblici attraverso esperienze cross-mediali.

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