Nuove meraviglie a Paestum: ecco le scoperte al termine della campagna di scavi

Sono quasi terminati a Paestum gli scavi dell’Athenaion, dell’agora e della casa arcaica iniziati lo scorso 10 settembre.

Il cantiere dell’Athenaion (santuario dedicato alla dea Atena), diretto dal professor Fausto Longo dell’Università degli Studi di Salerno Longo e coordinato sul campo da Marialuigia Rizzo, ha riportato alla luce una delle vecchie trincee di Maiuri (scavo del 1928) e di indagare aree mai esplorate prima.

Tra i rinvenimenti più importati si segnalano un piano di battuto con materiali arcaici e frammenti di un bracciale di scudo in bronzo lavorato a sbalzo, numerose ceramiche e statuette in terracotta del VI secolo a.C. tra cui il braccio di Athena armata; numerosi i frammenti di tegole e di una splendida antefissa dipinta a forma di corna (580-560 a.C.), riferibile ad una tipologia di tetti prodotti dalle colonie achee della Magna Grecia.

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 I futuri scavi, già in programma per il 2019, dovranno ora restituire i contesti del santuario di Athena, fino ad ora praticamente ignoti, e permettere una nuova narrazione del santuario, soprattutto quella più antica riferibile alle prime generazioni degli abitanti di Poseidonia.

Lo scavo nell’area dell’agorà, diretto da Emanuele Greco e coordinato sul campo da Federica Di Biase, ha continuato ad indagare lo studio della lunga Porticus, un edificio colonnato di età romana che ha nascosto edifici più antichi. Lo scavo ha interessato un ambiente aperto sul porticato, riportando alla luce un muro di tramezzo che suddivideva l’ambiente in due vani; in quello più interno è stato individuato un grosso dolio interrato per la conservazione di alimenti.

L’indagine di questi giorni (e dei prossimi anni) mira a conoscere più in dettaglio il monumento, ma soprattutto a recuperare maggiori informazioni sulle fasi di età arcaica e classica.

Infine lo scavo della casa arcaica, rinvenuta ad ovest dell’Athenaion, e diretto dal Laura Ficuciello dell’Università Orientale di Napoli. Il complesso, già indagato negli anni Ottanta e dove anche lo scorso anno furono effettuati nuovi scavi, è l’unica casa di età arcaica che conosciamo di Paestum ed una delle poche rinvenute in Magna Grecia.

Lo scavo riportato in luce livelli di frequentazione databili tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C. e la grande sala da banchetto ampia oltre 30 metri quadri, dotata di una banchina interna in pietra; sempre a questa fase arcaica è riferita anche una canaletta in pietra per lo smaltimento delle acque della casa.