Nuova eruzione a Stromboli: evento simile a quello del 3 luglio

Foto gruppo fb amici dell'isola di Stromboli

Il vulcano Stromboli ha fatto sentire nuovamente la sua possente voce questa mattina intorno mezzogiorno.

Dopo nemmeno due mesi dall’ultima eruzione, questa mattina un’esplosione di forte intensità, accompagnata da un boato e da pioggia di cenere, ha interessato l’area settentrionale della terrazza craterica del vulcano.

Come riporta National Geographic, alle 12:17 un nuovo parossismo ha infatti fatto tremare l’isola con un’energia e una dinamica molto simile a quello dello scorso mese: prima il boato, fortissimo, poi una nuvola nera di gas e materiale incandescente che comincia a diffondersi dalla sommità del vulcano per poi alzarsi verso il cielo.

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Stavolta l’esplosione ha colpito l’area settentrionale della terrazza craterica, sopra l’abitato di Stromboli e i prodotti generati dall’esplosione sono ricaduti su tutta l’area craterica per poi incanalarsi lungo la Sciara del Fuoco. Successivamente una grossa nube piroclastica si è riversata in mare.

I materiali eruttati hanno colpito la vegetazione innescando diversi incendi lungo tutta la fascia sovrastante l’abitato.

“Da un punto di vista generale, l’evento eruttivo che ha interessato Stromboli questa mattina è del tutto analogo a quello del 3 luglio, seppur con un’energia apparentemente minore”, spiega Giorgio Capasso, primo ricercatore della sezione di Palermo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. “Tuttavia è ancora molto presto e servono analisi e rilievi in campo prima di stabilire le dinamiche e valutare le differenze rispetto al fenomeno precedente. Di certo, anche in questo caso non ci sono stati fenomeni che potessero anticipare o fare presagire una variazione dei parametri osservati”.

“Avevamo da poco ripristinato la stazione per il monitoraggio della CO2e dell’ SO2 , andata distrutta in seguito al parossismo del 3 luglio, ma con l’evento di questa mattina è tutto da rifare. In questa fase il nostro istituto di ricerca è in continuo coordinamento con gli enti di Protezione Civile Regionale e Nazionale per studiare la situazione e prevedere i possibili scenari” conclude Capasso.