La notte di San Silvestro, o vigilia di Capodanno, corrisponde alla notte tra il 31 dicembre e il 1º gennaio (Capodanno).
Essa è celebrata in diversi modi a seconda della nazione. Si chiama così in quanto il 31 dicembre il santo che si festeggia è appunto san Silvestro papa. Il 31 dicembre viene spesso anche erroneamente chiamato Capodanno, pur trattandosi in realtà solo della vigilia di esso.
Il motivo, però, non è stato chiarito anche perchè il santo si celebra nell’ultima giornata dell’anno.
San Silvestro è stato il primo Papa di una Chiesa non più minacciata dalle terribili persecuzioni dei primi secoli.
Nell’anno 313, infatti, gli imperatori Costantino e Licinio hanno dato piena libertà di culto ai cristiani, essendo papa l’africano Milziade, che è morto l’anno dopo.
Gli succede il prete romano Silvestro. A lui Costantino dona come residenza il palazzo del Laterano, affiancato più tardi dalla basilica di San Giovanni, e costruisce la prima basilica di San Pietro.
Il lungo pontificato di Silvestro, durato 21 anni, è però lacerato dalle controversie disciplinari e teologiche, e l’autorità della Chiesa di Roma su tutte le altre Chiese.
Nel Concilio di Arles e di Nicea papa Silvestro non ha alcun modo di intervenire: gli vengono solo comunicate, con solennità e rispetto, le decisioni prese. Fu il primo a ricevere il titolo di «Confessore della fede».
In Italia è tradizione fare la cosiddetta “cena di Capodanno” o “cenone”, un abbondante pasto, in cui il piatto tradizionalmente più caratteristico è lo zampone o il cotechino con le lenticchie.
In genere si usa fare il “veglione” cioè stare svegli fino a mezzanotte passata, per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Solitamente si trascorre la serata in famiglia, o con gli amici, in piazza, dove si organizzano concerti o feste varie, o in casa.
Si usa, generalmente a partire da 10 secondi prima della mezzanotte, fare il conto alla rovescia fino ad arrivare a zero, dove si augura il buon anno, si brinda stappando lo spumante e guardando o accendendo i fuochi d’artificio.
È tradizione anche, quando si fa il conto alla rovescia, tenere in mano, oltre al bicchiere di spumante, anche dell’uva e tre monetine diverse, come portafortuna. Ogni regione italiana possiede tradizioni diverse. In alcune regioni, per esempio, si gioca a tombola o ad alcuni giochi per intrattenersi fino al nuovo anno.
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