Territorio

Un anno fa la morte di Nicola Fusco: la sicurezza stradale sia la priorità per la Costa d’Amalfi

E’ trascorso esattamente un anno dal tragico incidente di Cigliano in cui perse la vita, sulla ex SS 373 Ravello-Castiglione, il giovane driver di Agerola Nicola Fusco, strappato prematuramente alla vita mentre era alla guida di uno dei bus del parco mezzi della ditta di famiglia, in un’usuale ed insolitamente piovosa giornata di primavera inoltrata che, proprio come la pioggia fitta che allora si abbattè sulla Divina, lo ha strappato brutalmente alla vita terrena facendone appassire il suo fiore prima del tempo.

Troppo come il dolore e lo strazio dei familiari, che impone, ora come allora, il silenzio sui dettagli di una vicenda tanto triste e drammatica quanto complessa.

E una riflessione, profonda.

Quella del popolo della Costiera, che in quel giorno ha preso pienamente coscienza di una situazione, quella delle strade del territorio, precaria ed insostenibile, e non solo in termini di flussi.

Troppi gli incidenti che macchiano e qualche volta insanguinano la Strada Statale 163 Amalfitana e le arterie che si innestano su di essa. Troppo poche, specie nei decenni scorsi, le azioni per migliorare le condizioni di sicurezza delle rotabili di una Costa che sa essere tanto Divina quanto infernale.

Ancora troppo bassi e pericolosi quei “muri in decadenza” che costeggiano le nostre strade e che possono rivelarsi, in qualsiasi momento, trampolini di lancio verso la morte. Così come troppi ancora sono i motociclisti che violano il Codice della Strada scambiando la 163 per un circuito dove sfrecciare a tutta velocità, mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri.

Ma maledire il buio è peggio che accendere una candela che non sia soltanto quella di una memoria doverosa e condivisa ma che rischia di restare circoscritta nel tempo.

L’8 Maggio sia il giorno del ricordo concreto delle vittime della strada in Costa d’Amalfi.

Lungi dallo scadere in facili populismi ed attacchi alle istituzioni del territorio, il ricordo di quella immane tragedia sia il punto di partenza per uno sforzo collettivo: tutti, dai cittadini alle istituzioni, possono fare la propria parte per migliorare la sicurezza stradale.

Partendo dai comportamenti individuali, fino ad arrivare alle interlocuzioni con le istituzioni sovracomunali competenti sul tema. Associazioni, comuni, province, regione, Anas e Governo centrale. Qualcosa già si è mosso, qualcosa cambierà in meglio, si spera, ulteriormente. Ma bisogna crederci: siamo sulla strada giusta. Lo dobbiamo a Nicola.

Andrea Bignardi

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