Nel 1953 una balenottera sul molo di Salerno: un caso simile a quello di Sorrento

Foto Cava Storie

Il 14 gennaio 2021 una balena di grandi dimensioni, la più grande mai vista nel Mediterraneo, si è arenata e poi trovata morta nei giorni giorni successivi nei pressi del porto di Marina Piccola a Sorrento.

L’esemplare, lungo circa 20 metri, è stato poi trasportato a Napoli, nei cantieri Megaride, per essere sottoposta alle prime valutazioni da parte del team guidato da Sandro Mazzariol, professore presso l’Università degli studi di Padova e responsabile dell’unità d’intervento del Cetaceans strandings Emergency Response Team (Cert).

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Le valutazioni post mortem sull’animale serviranno anche ad approfondire le conoscenze sulle caratteristiche della specie e dell’esemplare stesso, grazie all’aiuto degli studiosi del Museo di Storia Naturale di Milano e dell’Istituto di Ricerca Tethys.

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Dopo le indagini necroscopiche la balena è stata riportata a Sorrento e sotterrata. Dopo circa un anno sarrà riesumata e il suo scheletro dovrebbe essere esposto in una zona museo del Parco di Punta Campanella per progetti di sensibilizzazione ambientale in penisola sorrentina.

Ma il caso della balena rivenuta nel porto di Marina Piccola a Sorrento non è l’unico legato al nostro territorio.

La pagina Facebook Cava Storie riporta in sintesi un episodio analogo avvenuto lungo il litorale salernitano.

Nel mese di febbraio 1953 un balenottero si arenò alle Foci del Sele nei pressi di Paestum. Più volte i vigili del fuoco provarono a recuperarla per trasportarla nel porto di Salerno ma i mezzi insufficienti provocarono solo una serie di tentativi falliti.

Foto Cava Storie

A provvedere alla rimozione ci pensò la ditta Salvatore Musella; mentre il rimorchio al molo Manfredi venne effettuato dalla motobarca “Adriano Musella”. La balenottera, lunga 13 metri e pesante più di cinquanta quintali, venne esposta alla gente in alcuni punti della città, come il deposito “Tescione” situato nel quartiere Torrione.

In seguito, la carcassa del cetaceo fu imbalsamata ed esposta per anni in un lungo baraccone, aperto durante i festeggiamenti del patrono S. Matteo. Attualmente lo scheletro è ospitato all’interno del Museo Zoologico di Roma.