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Nei ghiacciai esistono microbi di specie sconosciute: la conferma della scienza

Nonostante gli scienziati siano molto impegnati nella ricerca di altre forme di vita al di fuori del nostro pianeta o del nostro sistema solare, forse la risposta potrebbe arrivare direttamente dai ghiacciai che è possibile riscontrare sulla Terra.

Un gruppo di ricercatori, infatti, ha scoperto sugli altopiani del Tibet che nei ghiacciai sono contenuti dei microbi molto particolari, che hanno trovato proprio nelle condizioni gelide l’ambiente giusto per conservarsi nel corso dei secoli.

Quali forme di vita ci sono nei ghiacciai

Gli studiosi rivelano che in queste zone in cui hanno cercato ci sono delle condizioni climatiche estreme. Nonostante tutto questo, hanno individuato 968 specie di microrganismi che comunque sono sopravvissuti nel corso del tempo. Anzi è come se fossero stati “congelati”, mantenendosi inalterati.

Nei ghiacciai quindi è possibile trovare, secondo gli esperti, molte forme di vita, come batteri, alghe, funghi. Ma il loro ruolo è fondamentale perché non si sono limitati soltanto a conservarsi, visto che questi micro eucarioti hanno dato anche un contributo importante a diversi processi ecologici.

I ghiacciai ci danno quindi un’idea molto precisa su microbi che risalgono anche a 10.000 anni fa. È come se fosse una panoramica importante sulla vita microbica che da sempre ha popolato il nostro pianeta.

Quali sono le prospettive per il futuro

Ma perché questa ricerca è tanto importante? Innanzitutto, come abbiamo già chiarito, potremmo riuscire a saperne di più sulla vita microbica del passato. Ma allo stesso tempo potremmo avere un’idea delle conseguenze che potrebbero causare i cambiamenti climatici se influissero sullo scioglimento dei ghiacciai.

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In tal caso gli scienziati rivelano che perderemo molte informazioni fondamentali sul nostro ecosistema. Ciò che è risultato incredibile, secondo lo studio in laboratorio per risalire al genoma di questi microrganismi trovati nei ghiacciai, è costituito dal fatto che l’82% dei genomi apparteneva a specie nuove, di cui non si ha conoscenza nel nostro pianeta.

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Nello specifico l’11% di questi genomi faceva parte di un unico ghiacciaio e il 10% invece era presente nella maggior parte dei ghiacciai che erano stati presi in considerazione.

È stato così possibile arrivare ad una sorta di archivio che comprende anche le analisi dei microbiomi a livello genetico. Tutto ciò, secondo gli esperti, è molto importante, perché si deve agire in fretta nelle forme di catalogazione, in quanto l’ecosistema dei ghiacciai è minacciato dal riscaldamento globale.

Gianluca Rini

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