Sará realizzata a Napoli la sfogliatella piú grande del mondo: peserá 75 Kg

Napoli si prepara a realizzare la sfogliatella più grande del mondo il prossimo 25 maggio dalle 15.00 alle 18.00 in piazza Garibaldi davanti a centinaia di turisti e curiosi.

L’ iniziativa è stata fortemente voluta da Antonio Ferrieri, patron di “Cuori di sfogliatella”, che ha fatto del dolce più rappresentativo della città il core business della sua impresa. La sfogliatella da Guinnes sarà composta da venti chili di semola, trenta chili di ricotta, venti di zucchero, sei di arance candite per un totale di 75 chili di dolcezza racchiusi in una sfogliatella gigante.

Madrina d’eccezione sarà la conduttrice Roberta Capua che farà rivivere ai presenti la storia del dolce, con aneddoti e rappresentazioni teatrali in costume. Tra gli illustri invitati anche la stilista Anna Fendi.

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“In piazza Garibaldi sarà installato un enorme forno costruito ad hoc per l’occasione – spiega Ferrieri – e sarà una vera e propria festa popolare.Non è la prima volta che porto in piazza la sfogliatella, ma era da molto tempo che immaginavo di realizzarne una così grande. La sfogliatella è il mio chiodo fisso: dopo le versioni salate, i brevetti per Vesuviella e Borbonica e il cono gelato, realizzarne una da Guinness e condividere con i napoletani questo momento di festa è un sogno che si avvera”.

L’origine della sfogliatella risale al lontano ‘600 ed è collegata al monastero di Santa Rosa sulla costiera amalfitana, dove vivevano un gruppo di suore di clausura intente a pregare ma anche a coltivare l’orto del convento da cui ricavare le materie prime per sfamarsi.

Si racconta che un giorno la suora addetta alla cucina si fosse ritrovata con un po’ di semola cotta nel latte avanzata da un’altra preparazione. Occorreva allora ingegnarsi per non buttare il prezioso cibo quindi pensò bene di aggiungere alcuni ingredienti rimasti in dispensa insieme ad un goccio di liquore al limone. Amalgamò il tutto e pensò che quel miscuglio fosse perfetto come ripieno per un dolce cotto al forno.

Preparò allora una sfoglia di pasta dolce lavorata con vino, strutto e zucchero e ne ricavò dei dischi di pasta che avvolsero perfettamente il ripieno. Il dolce fu molto gradito dalle suore del convento che decisero di farne dono anche alla gente del villaggio disponendo le piccole sfogliatelle sulla classica ruota del convento nel giorno di Santa Rosa.

La sfogliatella ebbe un enorme successo anche tra i contadini del villaggio che subito battezzarono le piccole tortine  “sfogliatelle Santarosa“ in onore della santa protettrice del convento.

Intorno al 1800 fu Pasquale Pintauro, il proprietario di un’osteria, a venire in possesso della famosa ricetta della sfogliatella Santarosa e da qui iniziò la sua fortuna. Innanzitutto modificò la sua osteria facendola diventare un attrezzato laboratorio dolciario diventando, lui stesso un abile pasticcere.

Prima di diffondere lungo tutto il territorio il famoso pasticcino, Pintauro apporto qualche modifica alla ricetta originale, eliminando alcuni ingredienti base come la crema pasticciera e l’amarena posta sulla superficie della sfogliatella.

Pintauro creò poi due varietà di sfogliatella: la classica ricoperta di pastafrolla dalla forma arrotondata e la riccia ricoperta di pasta sfoglia dalla forma triangolare che ricorda vagamente una conchiglia entrambe con lo stesso cuore morbido e inimitabile.