Napoli: divieto di balneazione a Via Partenope

Il mare di Napoli non è del tutto balneabile. I rilievi effettuati dall’Arpac all’altezza dello sbocco del canale pluviale situato circa 150 metri dopo la Colonna spezzata hanno infatti evidenziato concentrazioni di enterococchi intestinali ed escherichia coli superiori ai limiti che prevede la normativa italiana.

Il risultato è che la balneazione è temporaneamente sconsigliata anche se non c’è nessun cartello che avverta la popolazione di non tuffarsi proprio in quello specchio d’acqua.

La cosa strana è che, appunto, non sia stato apposto nessun cartello che vieti la balneazione fino a nuove analisi che diano esito favorevole. «La prassi – replica Daniela Villani, che ha la delega al Mare nella giunta de Magistris al Corriere del Mezzogiorno – è che l’Arpac invii formalmente al Comune la nota con il risultato delle analisi, poi la dirigente valuterà se va emanata una ordinanza di divieto di balneazione. Di solito al terzo prelievo si procede con una modulistica ad hoc. Nel frattempo ho contattato il presidente di Abc Sergio D’Angelo affinché quanto prima sia effettuato un sopralluogo».

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Oltre che a via Partenope, a Napoli non si può fare il bagno nemmeno a San Giovanni, che patisce gli effetti nefasti del carico inquinante degli alvei Pollena e Sannicandro e degli scarichi non depurati nelle acque del porto, e a Bagnoli, dove però l’inquinamento è eredità dell’Italsider. Il resto della costa è invece balneabile.