Napoli, addio a Galasso. Firmò la legge che tutela le coste da cemento e speculazione

«Giuseppe Galasso è stato uno dei difensori delle bellezze paesaggistiche e naturali d’Italia, e se oggi una parte del paesaggio del nostro Paese si è salvato da cemento e speculazione, lo dobbiamo proprio alla legge Galasso, che dall’8 agosto del 1985 ha costituito il primo innovativo e allora più importante strumento di tutela ambientale del nostro ordinamento».

Lo scrive il WWF in una nota diffusa dopo la notizia della scomparsa dello storico napoletano che, da sottosegretario ai Beni culturali e ambientali, firmò la legge per la salvaguardia delle aree di particolare pregio e valore paesaggistico (tra cui la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina) fino ad allora affidata ancora alla normativa 1497 del 1939 sulle «bellezze naturali» che costituiva la legislazione di riferimento e dal tempo del regime fascista rimasta sempre in vigore.

«L’intuizione normativa dell’onorevole Galasso fu di allargare il concetto di paesaggio ad una concezione moderna e dinamica, che includeva non solo gli aspetti estetici e culturali ma anche i beni naturali in quanto componenti essenziali e inscindibili di queste» scrivono dal Wwf ricordando il lavoro dell’ex parlamentare del Pri scomparso ieri all’età di 88 anni.

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Nel 1975 Galasso fu eletto sindaco di Napoli con l’incarico di costruire una giunta, ma il mandato non andò in porto. Poi, dal 1983 al 1994, fu deputato del Pri e per due volte ebbe l’incarico di sottosegretario, ai Beni culturali, quando firmò la legge a tutela dell’ambiente e poi all’intervento straordinario nel Mezzogiorno.

Quella normativa, la 431 dell’agosto del 1985, che regola l’azione di tutela delle aree riconosciute come beni naturalistici e ambientali, fu estesa ad una serie di categorie di territori o aree, viste sotto il profilo morfologico, e come tali incluse tra quelle da proteggere e valorizzare: ad esempio le fasce costiere, le sponde dei fiumi e dei laghi, le cime delle montagne, i boschi e le foreste, naturalmente i parchi e le riserve naturali.

Quella legge, ancora in vigore, affida un ruolo centrale alla pianificazione, ad una tutela attiva espressa attraverso gli strumenti di programmazione e governo del territorio, nella fattispecie nei piani paesistici la cui redazione è affidata alle Regioni. Sotto questo profilo, la storia di questi ultimi trent’anni, narra di un bilancio largamente negativo nell’attuazione della legge.

Ma qualche mese prima della nascita della legge Galasso, il governo Craxi, di cui lo storico napoletano era autorevole sottosegretario nel Ministero che fu di Giovanni Spadolini, licenziò la legge n.47. Era il 28/2/1985 quando fu varato il primo condono edilizio che consentiva di sanare tutti gli abusi realizzati fino al 1/10/1983.

Fu quella, la madre di tutte le successive sanatorie. La prima delle quali nel 1994 sotto il primo governo Berlusconi.